E Air France gioca al ribasso
ROMA. A tarda ora era ancora in corso nella sede di Alitalia l'incontro fra i sindacati e i vertici della Cai, la società che da gennaio dovrà subentrare alla compagnia di bandiera. A pochi giorni dal passaggio delle consegne la confusione è ancora tanta. I sindacati, dopo ben due accordi siglati davanti al governo, stanno trattando sui criteri di assunzione del personale che, licenziato da Alitalia, deve essere riassunto alla Cai. Ci sono da assumere piloti, assistenti di volo, personale di terra, meccanici, ecc.. Dopo il nulla di fatto di venerdì, Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl stanno affrontando con Cai le questioni che riguardano i criteri di scelta nell'ambito della manutenzione. Secondo i sindacati, la Cai avrebbe manifestato la volontà di esternalizzare alcune attività. In questo modo si andrebbe ad ingrossare ancora di più il folto numero (alcune migliaia) di lavoratori in cassa integrazione o mobilità che ben difficilmente sarano riassorbiti da Cai.
«Tutto il processo è bloccato - ha detto ieri Emma Bonino, vicepresidente del Senato - perchè Air France cerca di negoziare al ribasso. C'è la totale mancanza di trasparenza nei criteri di assunzione e questo produce proteste e la soppressione dei voli».
«Invece - continua Emma Bonino - sul partner internazionale tutto è rinviato a gennaio perchè, secondo la motivazione ufficiale, l'Alitalia è diventato un boccone così competitivo che si sarebbe fatta viva perfino British Airways. Io credo che non sia esattamente così. Nella situazione attuale credo che Air France cerchi di negoziare al ribasso. Nel frattempo, siccome non è chiaro il piano dei voli, nessuno prenota Alitalia e quindi, invece di perdere 1 milione di euro al giorno, ne perdiamo due. Si gridò alla svendita quando nella trattativa con Air France si parlò di 2.700 esuberi, ora staranno a casa tra i 7 mila e i 10 mila lavoratori. La telenovela Alitalia è ancora aperta e penso che ne avremo per un bel po' di tempo».
«La colpa è anche dei sindacati - ha gridato ieri Di Pietro - che dovrebbero avere come unico obiettivo quello di difendere la parte più debole, cioè i lavoratori, e non quello di avere la supremazia su un partito o sull'altro».
Il leader dell'Italia dei valori ha anche spiegato che mancano, ad oggi, soluzioni legislative per venire incontro ai problemi dei precari e dei cassaintegrati che, dal prossimo gennaio, saranno più di un milione.
Euforico, invece, il commissario europeo ai trasporti, Tajani: «La vicenda Alitalia ha segnato una svolta. Si è conclusa la stagione delle compagnie a controllo pubblico, mentre si sta avviando la stagione delle compagnie a controllo privato».