PESCARA. Passa l'esercizio provvisorio del bilancio regionale ma è scontro sull'abolizione della norma sui portaborse. Uno stop alla legge fatta saltare da alcuni esponenti del Pd e dei Verdi. Scenario delle tensioni è la Commissione bilancio nella sua ultima riunione tenuta ieri all'Aquila. La seduta ha avuto un andamento a singhiozzo con un primo tentativo andato a vuoto per mancanza di numero legale, alle 12 dopo un nuovo appello del presidente Angelo Orlando la Commissione ha raggiunto il numero legale ed ha approvato all'unanimità il documento per l'esercizio provvisorio.
Superato l'esame della commissione, l'esercizio provvisorio del bilancio dovrà ora essere approvato dal vecchio Consiglio regionale che così dovrà riunirsi per l'ultima volta nonostante sia già stato eletto il nuovo consiglio che, tuttavia, non sarà operativo prima della metà di gennaio. L'esercizio provvisorio che dovrebbe durare tre mesi, definito «la bombola di ossigeno» per la giunta del neo presidente della Regione, Gianni Chiodi, servirà a scongiurare il rischio di blocco delle attività di ordinaria amministrazione, e anche per il pagamento degli stipendi dei dipendenti.
Subito dopo l'approvazione della manovra di bilancio, si sono innescate le contrapposizioni che hanno anche fatto emergere nel centrosinistra una singolare spaccatura. Con un emendamento presentato a sorpresa dai consiglieri del Popolo della libertà: Pagano, Castiglione, Amicone e con loro dal dipietrista Augusto Di Stanislao, è stato chiesto l'abolizione degli articoli 24 e 25 della legge che ha permesso l'assunzione in Regione di mille precari, tra cui circa 400 «storici» Co.co.co. e una settantina di portaborse dei partiti, legge già impugnata dal Consiglio dei Ministri.
L'iniziativa di Pdl e dipietristi ha suscitato per protesta l'uscita dalla commissione di esponenti del Partito democratico: Stefania Misticoni, Maria Rosaria La Morgia, e del Verde, Walter Caporale, che hanno fatto mancare il numero legale.
In commissione sono rimasti oltre ai presentatori della legge, il presidente Orlando, i consiglieri Bruno Di Paolo, Angelo Di Paolo, Luciano Piluso, e anche Camillo D'Alessandro consigliere rieletto del Pd. Quest'ultimo era stato a novembre tra i sottoscrittori e promotori della maxi infornata, mentre ieri si è dichiarato per l'abrogazione totale della stessa legge. Assenti al momento del voto Melilla e De Matteis.
«La sinistra», accusa Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia, «ha fatto saltare in Commisione l'abolizione della norma sui portaborse. Il provvedimento è destinato ad essere cancellato, ma nel frattempo determina una situazione di impasse per la nuova maggioranza, che è l'unica legittimata, ad affrontare il problema dei precari e risolverlo alla luce delle disponibilità economiche e delle reali necessità d'organico, fuori da ogni logica clientelare. Ma la sinistra ancora una volta ha dato prova di scarso senso di responsabilità e l'abbandono di alcuni Consiglieri ha fatto mancare il numero legale».
Diversa la posizione e la ricostruzione di Stefania Misticoni consigliere Pd che rimarca come la decisione spetta «al nuovo consiglio regionale che appena si insedia», osserva, «saprà decidere cosa fare».
Per il consigliere regionale dell'Italia dei valori, Augusto Di Stanislao, invece «la Regione Abruzzo continua a vivere un momento di autentica emergenza ed in tali circostanze è doveroso», osserva Di Stanislao, «provvedere all'abrogazione degli articoli riguardanti la legge regionale di stabilizzazione dei precari, una normativa che va cancellata al più presto».