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Data: 03/04/2006
Testata giornalistica: Il Centro
«Caro Del Turco, ora la verifica». Misticoni (Ds): è necessaria Non diamo deleghe in bianco

«Caro Del Turco, ora la verifica»

Misticoni (Ds): è necessaria Non diamo deleghe in bianco

PESCARA. «Sulla sanità si gioca la scommessa riformista, si vincono e si perdono le elezioni, sappiamo di essere giudicati severamente dai cittadini e da quel mondo. Abbiamo la necessità che la maggioranza non appaia ondivaga, deve marciare verso una direzione precisa, per questo non è rinviabile, appena possibile, una verifica programmatica». Misura le parole, allontana la polemica ma nei fatti la segretaria Ds, Stefania Misticoni pone uno stop al presidente della giunta regionale Ottaviano Del Turco.
Segretaria Misticoni, il presidente Del Turco rimprovera ai Ds e a Rifondazione di non riuscire a liberarsi dei riti della "vecchia" politica fatta di verifiche e vertici. Insiste nel dire che il nuovo Piano sanitario si farà e la sanità abruzzese cambierà in meglio. Cosa non accetta delle sue indicazioni?
«Il presidente Del Turco non ha capito la nostra critica. Proprio nel momento in cui in assessorato si apriva una nuova stagione per la sanità abruzzese, avendo l'assessore regionale alla sanità Bernardo Mazzocca istituito il tavolo della concertazione sulle misure urgenti per operare un risparmio in sanità e nuove regole per gli accreditamenti, è arrivato lo "scivolone" con quella deliberazione che non doveva essere neanche portata in discussione in un momento così delicato».
Lei si riferisce agli accreditamenti dei 183 posti letto concessi a Villa Letizia dell'Aquila e a Il Giardino di Popoli. Perchè sono state scelte sbagliate?
« E' apparsa una provocazione a coloro, "Aiop" (Associazioni degli imprenditori dell'ospedalità privata), i sindacati confederali, sindacati medici; a coloro che si erano seduti al tavolo dell'assessorato per discutere e magari "collaborare" ad una politica di rigore; così è sembrato che si scegliesse nel mazzo, com'è stato, un privato, il proprietario di Villa Letizia, concedendogli più di quello che si potesse aspettare».
I giudizi, infatti, non sono stati teneri. Anche i Ds però si erano impegnati favorevolmente, anzi avevano sollecitato l'approvazione della delibera per Il Giardino di Popoli. Non è così?
«Il Giardino di Popoli è altra cosa».
Perchè?
«Da Residenza sanitaria assistenziale è stata trasformata in semplice Residenza assistita, appartiene al Comune, con la decisione, intervenuta nei giorni scorsi, da parte dei privati di cessione gratuita delle proprie quote, sarà interamente pubblica, Il Giardino era già nella vecchia programmazione ed era annoverata tra le Rsa pubbliche, anni e anni di contenzioso legale del Comune contro la Regione per avere l'accreditamento. Purtroppo nella polemica si è alzato un polverone e tanta confusione».
Se le delibere fossero state approvate sotto silenzio non ci sarebbero stati "polveroni e confusione"?
«No, quando dico confusione penso ai vecchi metodi. Così si faceva in passato, a chi sì e a chi no, senza un criterio programmatorio, per questo non c'è nulla di nuovo. Nessuno ha letto quelle scelte come una proposta di nuovo rapporto tra strutture pubbliche e quelle private. A noi viene chiesto altro e di più».
Perchè, quindi non riuscite a completare la svolta positiva impressa finora dal centrosinistra, come lei riconosce?
«Scontiamo un problema da risolvere: nel programma di governo regionale ci sono gli indirizzi generali ma non il dettaglio. E sulla sanità non diamo deleghe in bianco».
Segretaria Misticoni anche se non è una categoria politica, cosa le è "dispiaciuto" dell'intervista del presidente Ottaviano Del Turco: la sferzante critica rivolta a Ds e Rifondazione, o la scelta orgogliosa di Del Turco quando afferma: "il presidente non si sottomette alle richieste dei partiti".
«In questa strana campagna elettorale io parlo dell'impegno del Centro Sinistra al governo della regione, e ne parlo bene, ma aggiungo che trovo singolare che la demagogia antipartitica venga dal nostro Presidente della Giunta regionale che gira in lungo e in largo l'Abruzzo, utilizzando il suo ruolo istituzionale, per sostenere esclusivamente la campagna elettorale del suo partito».

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