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Data: 23/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Abruzzo lavoro tra licenziamenti e bandi contestati. Protestano gli esclusi: «Scelte inique per selezionare i nove beneficiari della proroga»

L'AQUILA - L'agenzia regionale per l'impiego (Abruzzo Lavoro) vive giorni di grande subbuglio. Due le questioni sul tavolo: il licenziamento di dodici precari (con relativa conferma, invece, di altri nove fino al 2009 e in «ogni caso fino all'espletamento della procedura di selezione pubblica») e un contestato bando di concorso per la selezione di tre esperti da contrattualizzare fino al 2010. La vicenda dei precari continua a creare gravi dissapori: protestano le dodici persone a cui non è stato rinnovato il contratto, che scadeva il 28 novembre. Contestano il metodo: i nove beneficiari della proroga sono stati dichiarati «essenziali» per la "Progettazione operativa degli interventi ex piano 2007-2008" sulla base di indicazioni ricevute dal direttore regionale delle Politiche del lavoro. «Una scelta iniqua e non fondata su criteri oggettivi - è scritto in una nota inviata a Philippe Hatt, "interfaccia" della Commissione europea per l'occupazione- che ha gettato un'ombra di disperazione sui nuclei familiari che fondevano la propria sussistenza sulla retribuzione delle attività svolte per Abruzzo Lavoro, benché precarie». Peraltro, si legge nella lettera, «è singolare che 7 delle 9 persone confermate permangono da tempo, indisturbate, negli uffici di Abruzzo Lavoro, sottratte anche alla prova della selezione pubblica indetta dall'ente nell'agosto - settembre 2007, mentre è strano pensare che proprio gli esclusi, per poter entrare nei ranghi, abbiano dovuto superare quella prova pubblica». L'altra questione "calda" è quella del bando per la selezione di tre esperti, componenti del "Comitato di coordinamento tecnico scientifico degli osservatori della conoscenza". Una pubblicazione che inizialmente restringeva a soli 10 giorni (dal 3 al 12 dicembre) il tempo di risposta. Un concorso "chiacchierato", a soli due giorni dalle elezioni, che ha fatto inviperire i precari. I termini sono stati poi riaperti fino a domani. Il perché? Avevano risposto solo in due. La documentazione sulla vicenda è stata inviata sia al nuovo presidente della Regione, Gianni Chiodi, che al ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta.

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