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Data: 24/12/2008
Testata giornalistica: Trambus
Tpl, al via la fusione tra Atc e Acft. Via libera dai consigli di amministrazione. Nasce un soggetto da 46 mln di chilometri

Via libera alla fusione tra Atc e Acft, le due aziende di trasporto pubblico di Bologna e Ferrara. Nei giorni scorsi i consigli di amministrazione delle due società (più il Cerm officine) hanno approvato l'operazione, dando vita a un soggetto da 123 milioni di passeggeri trasportati e di 46 milioni di chilometri percorsi, con un bacino di utenza di 1,3 milioni di residenti. Una partita chiusa con il placet dei sindacati, anche se si registra la posizione critica della Filt-Cgil Bologna- Ferrara che, pur favorevole, sottolinea alcune riserve sul piano industriale e sulla nuova governance. Di soluzione importante parla il sindaco di Bologna, che guarda ad una fusione allargata in un prossimo futuro ipotizzando che all'operazione possano aderire anche Modena e Ravenna sulla scia del modello Hera. Dal punto di vista fiscale la fusione farà corso dall'1 gennaio 2009 ma operativamente le due aziende lavoreranno come una sola non prima di febbraio-marzo. Si chiamerà Atc, ma il logo Acft rimarrà attivo a Ferrara, dove opererà una "business unit". Schiacciante la prevalenza bolognese, visto che il fatturato Acft arriva a malapena al 20% di quello Atc, e soprattutto poichè il patrimonio della società ferrarese è stato abbattuto nel settembre scorso a causa delle perdite di bilancio. Siamo a 2,5 milioni contro gli 80 bolognesi. A queste condizioni è già considerato un risultato positivo aver strappato il vicepresidente, unico consigliere del nuovo Cda targato Ferrara (tre con il presidente saranno nominati dal Comune di Bologna, uno dalla Provincia felsinea). Tra i papabili l'attuale presidente di Acft, Gabriele Melchiorri. Dal punto di vista operativo dovrebbe cambiare poco o nulla. Intanto, ad oggi restano poco preventivabili i tempi esatti dell'operazione, perchè dipendono dalla rapidità di approvazione dello schema di fusione da parte dei consigli comunali e provinciali interessati. Poi saranno le assemblee dei due soci a celebrare il matrimonio.

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