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Pescara, 04/05/2026
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24/12/2008
Il Centro
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«Sangritana, troppe spese» I sindacati: «C'è crisi, il Cda pensa alle vacche grasse» |
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PESCARA. «Mentre l'intera Regione Abruzzo vive uno stato di grande incertezza sul futuro e la crisi si fa sempre più tangibile per molte famiglie vi è una piccola parte di cittadini abruzzesi che vive in "isole felici" e che, cercando di celare ai più la conoscenza di certe situazioni, si dedica a costruirsi condizioni di ulteriore vantaggio». A lanciare l'attacco al consiglio di amministrazione della Ferrovia adriatico Sangritana Spa sono all'unisono le segreterie sindacali di Filt-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Trasporti, che in una nota inviata al Collegio dei sindaci revisori della società, al prefetto di Chieti, al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, accusano il Cda della società ferroviaria di mettere a segno delle iniziative che non tengono conto delle difficoltà economiche della Rebione e dei venti di crisi economica. A giudizio dei sindacati un esempio «tangibile», dell'«"isola felice" lo si trova all'interno della Ferrovia adriatico Sangritana ove il management adotta iniziative che sanno tanto di "vacche grasse" in un periodo in cui invece le vacche sono più magre e le risorse vanno utilizzate con esemplare rigore. L'esame della reale situazione dell'azienda produce un quadro allarmante che le scriventi con diversi stati di agitazione, l'ultimo dei quali ancora in corso, hanno più volte denunciato sino ad oggi purtroppo senza esito». Per i sindacati c'è una «totale assenza di esercizio ferroviario nella tratta San Vito Marina-Castel di Sangro con una immotivata interruzione delle manutenzioni alla linea ed agli impianti ferroviari conseguentemente alla sospensione dell'esercizio», nel contempo sospettano i sindacati, «sembrerebbe che vi sia la volontà di costituire un gruppo di lavoro sugli investimenti cui assicurare cospicui gettoni di presenza e lauti rimborsi spese. Il Cda sembrerebbe sia in procinto di determinare ulteriori progressioni di carriera per alcuni dipendenti non previsti nell'organigramma vigente. Quanto sopra indicato non esaurisce la più lunga lista di problemi aziendali ma rende bene l'idea della impellente necessità di modificare questa linea di gestione aziendale». I sindacati, nel denunciare, «la estrema scorrettezza nella gestione delle relazioni industriali» diffidano «il Consiglio di amministrazione dal mettere in atto ogni altra iniziativa riconducibile ai già denunciati "saldi di fine stagione" avvertendo in caso contrario che saranno adottate le azioni conseguenti».
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