TERAMO. Scompaiono di nuovo gli orari dalla bacheca della stazione ferroviaria di Teramo. Dopo le continue polemiche scatenate dal malfunzionamento generale dei servizi, emerse in questi ultimi anni e portate all'attenzione pubblica dal cittadino teramano Paolo D'Incecco, fautore di una petizione con migliaia di firme per il potenziamento dello scalo, Trenitalia aveva provveduto ad affiggere nell'atrio gli orari completi delle corse in partenza e in arrivo da Giulianova.
«Sebbene non fossero una grande miglioria», sostiene Paolo D'Incecco, «gli orari di tutti i treni in transito nella stazione più importante della provincia, e destinati al Nord e al Sud, erano almeno un servizio minimo offerto ai cittadini. Ma adesso non c'è più nemmeno questo. Gli orari sono stati rimossi. Trenitalia», continua il "paladino" della stazione, «non fornisce spiegazioni riguardo a questa decisione e impedisce che io stesso provveda all'affissione degli orari, rimuovendo i fogli e minacciandomi querele».
La questione della stazione ferroviaria teramana è ormai storia vecchia. Trenitalia non ritiene economico investire su Teramo e su una linea considerata poco redditizia. Così, da anni, la mancanza di una biglietteria (quella automatica è stata a lungo disattivata), di servizi igienici e di sportelli d'informazione causa disagi ai pendolari e, come sostiene D'Incecco, danni all'immagine dell'intera provincia.
«Invece di migliorare la rete di trasporto su rotaia», conclude D'Incecco, «e risolvere così i nostri drammatici problemi di traffico e di impatto ambientale, Trenitalia e le istituzioni cittadine pensano addirittura di ridurre l'estensione dei binari, arretrando la stazione verso est. Si dimostrano così miopi e poco attente all'interesse pubblico».