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Data: 24/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Parastato, nuovo contratto per 60mila. Ma la Cgil resta esclusa e farà ricorso legale: manca il consenso del 51%

Il ministro Brunetta si compiace: conclusi tutti i rinnovi di competenza dello Stato. L'aumento è di 98 euro

ROMA. Accordo raggiunto per il parastato, ma con un'intesa separata che ha escluso la Cgil. Il rinnovo del contratto degli enti pubblici non economici, che interessa circa 60 mila lavoratori e riguarda enti come Inps, Inpdap e Inail, per il biennio 2008-2009 (con un aumento di 98 euro) è stato infatti firmato da Cisl e Uil, ma non dalla Cgil e dagli altri sindacati esclusi dal tavolo contrattuale all'Aran.
Il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta, ieri nel suo bilancio, si è compiaciuto dalla chiusura di tutti i contratti di competenza dello Stato e ha ricordato che in gennaio arriveranno gli aumenti in busta paga. Ma proprio il parastato mette in luce un nodo di fondo da chiarire: la rappresentatività sindacale. Ieri infatti la firma è stata possibile perchè secondo l'Aran si raggiungeva, nonostante il no della Cgil, il 51%. Ma la Cgil denuncia proprio una violazione proprio su questo punto e minaccia un ricorso legale ex art. 700. La norma infatti vieta la sottoscrizione dei contratti con meno del 51% dei consensi e il segretario generale della Fp, Carlo Podda, parla di firma «illegittima» e annuncia: «Faremo causa all'Aran». In pratica, spiegano gli esclusi dal tavolo di trattativa, ovvero le Rdb, l'Aran ha calcolato il 51% dei presenti al tavolo e non il 51% degli iscritti ai sindacati compresi quelli non invitati.
La firma contro la Cgil, spiega Podda, è «non solo politicamente grave», ma anche «illegittimo, come dimostreremo nelle sedi giurisdizionali competenti» e viola le «più elementari norme di democrazia sindacale». «Questo accordo non interviene sul potere d'acquisto dei lavoratori e non restituisce i soldi sottratti dalle loro tasche con la legge Tremonti» dice il leader della Funzione pubblica Cgil che poi riferisce: «Si stava procedendo alla firma senza che i sindacati avessero dichiarato le loro posizioni, fatto che certifica i nostri sospetti su una preparazione preventiva dell'incontro in tavoli non istituzionali. La riunione tenuta all'Aran oggi, frettolosa ed il cui contenuto era stato chiaramente predefinito in sedi non istituzionali, è stata così precipitosa che, non fosse intervenuta la Fp-Cgil, nessuno si sarebbe accorto che una norma prevista nell'accordo penalizzava in maniera evidente il personale che andrà in pensione nel gennaio e febbraio 2009».
Il contratto firmato ieri, ricorda infine il sindacalista, interessa 60 mila lavoratori: uniti a quelli di ministeri e agenzie fiscali sono circa 320mila i lavoratori per i quali è sottoscritto il rinnovo con il Ministero. Tra i dipendenti pubblici restano invece ancora da firmare, i contratti per i 600mila dipendenti degli enti locali, i 600mila della Sanità e i 100mila medici per un totale di un milione e 300 mila lavoratori.

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