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Pescara, 04/05/2026
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Data: 24/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
Parastato, è scontro sull'accordo. Sì di Cisl e Uil, ma il sindacato di Epifani vuol fare causa all'Aran. Brunetta: nuovo successo, i soldi a gennaio. La Cgil : «Contratto illegittimo, chi ha firmato non ha il 51% dei consensi»

ROMA - La firma del rinnovo del contratto per il personale degli enti pubblici non economici scava un altro crepaccio tra i sindacati. Da una parte Cisl e Uil che hanno firmato, dall'altra la Cgil, per la quale la nuova firma separata «non è solo politicamente grave, come tutte quelle precedenti, ma anche illegittima». Lo afferma il segretario generale della Fp Cgil Carlo Podda, che annuncia: «Faremo causa all'Aran, tramite la quale il governo vuol violare e reinterpretare a proprio uso le più elementari norme di democrazia sindacale nel settore pubblico. Non si possono sottoscrivere contratti con meno del 51% dei consensi; ed è il caso del parastato». Per Podda poi «non c'è coerenza nei comportamenti di un governo che da un lato chiede collaborazione sulle misure anticrisi e dall'altro compie atti di forza per indebolire la rappresentanza sociale e chiunque dissenta». Per la Cgil è «insolita» la stessa dinamica con cui si è chiusa la seduta all'Aran: «Si stava procedendo alla firma senza che le organizzazioni sindacali avessero dichiarato le loro posizioni, il che certifica i nostri sospetti su una preparazione preventiva dell'incontro in tavoli non istituzionali. Pe giunta la riunione è stata così precipitosa che, se non fosse intervenuta la Fp-Cgil, nessuno si sarebbe accorto che una norma del testo penalizzava in modo evidente il personale che andrà in pensione a gennaio e febbraio del prossimo anno».
Il contratto firmato ieri interessa circa 60 mila lavoratori. Con quelli di ministeri e agenzie fiscali sono circa 320 mila i lavoratori per i quali è stato sottoscritto il rinnovo. Tra i dipendenti pubblici restano ancora da firmare invece, tra gli altri, i contratti per i 600 mila circa dipendenti degli enti locali, i 600 mila della Sanità e 100 mila medici per un totale di almeno 1,3 milioni di lavoratori. Con la Cgil si oppongono al nuovo contatto anche i Cub Rdb, che annunciano uno sciopero a inizio 2009.
Di tutt'altro tenore, ovviamente, la valutazione in casa Cisl, ove l'intesa è ritenuta «un altro passo concreto: quello dei 98 euro firmati per gli enti pubblici non economici».
È «soddisfatto» anche il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta, il quale annuncia di «star facendo tutto il possibile perché dal mese di gennaio vengano pagati tutti gli aumenti dei dipendenti pubblici statali». Per Brunetta «sono stati ormai definiti tutti i contratti di competenza dello Stato», e il ministro si augura «che le Regioni e gli enti locali collaborino per la chiusura dei contratti di loro competenza affinché anche i dipendenti della Sanità e delle Regioni ed enti locali possano avere al più presto gli aumenti contrattuali in busta paga».









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