Nel provvedimento assunto dal commissario straordinario di riaprire via Arno, interviene An, e lo fa ancora con il suo ex assessore alla viabilità Berardo Rabbuffo di An. L'attuale consigliere regionale dichiara di rispettare la decisione assunta da Leopoldo Di Mattia ma al contempo rivendica le scelte adottate solo poco tempo fa in piazza Orsini, «condivise da tutta la giunta e dal sindaco Chiodi», misura presa con «coraggio, competenza ed abnegazione, e assumendo tutte le responsabilità». Quindi via Arno per Rabbuffo è stata una scelta condivisa «una decisione anche sofferta perché sapevamo di agevolare il traffico su via Po ma di penalizzare, purtroppo, i residenti di Villa Mosca». «Una scelta dolorosa» ma che a quanto pare «si doveva fare» per il vice sindaco, perché «i fatti lo dimostrano: il bravo ed onesto amministratore deve a volte fare delle scelte per gli interessi generali dei cittadini soprattutto rispetto agli interessi particolari». Si rammarica del fatto che molti residenti del quartiere teramano l'abbiano presa sul personale ma «il traffico è una materia molto tecnica e delicata. Non abbiamo agito per nostro interesse personale per essere amati o odiati dai cittadini- aggiunge Rabbuffo- abbiamo agito perché bisognava farlo. Ho sempre cercato di fare quello che si doveva fare, di non guardare al ritorno clientelare: la situazione di Teramo è molto delicata. E' un gioco di equilibri. L'alternativa, come ben sapete, sarebbe stata quella di chiudere l'autostrada: per questo fummo costretti a scegliere la chiusura di via Arno, perché la fila in autostrada era interminabile».