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Data: 27/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
«Bus inaccessibili? Niente biglietto» E' partita da Chieti la campagna per i diritti dei disabili

La protesta di «Diritti diretti». Negata la libera circolazione sui mezzi

CHIETI. Bus inaccessibili? E noi non paghiamo il biglietto. Disobbedienza civile su iniziativa dell'associazione "Diritti diretti onlus" di cui è presidente Simona Petaccia.
«All'estero è normale pagare un biglietto, ma l'accessibilità ai mezzi di trasporto è la regola. Pertanto, Diritti diretti onlus si oppone al pagamento del bus per i disabili, almeno fino a quando tutti i mezzi saranno accessibili. 16 anni dopo l'emanazione di una legge che impone di adottare misure che offrono ai disabili la possibilità di muoversi liberamente, usufruendo dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi, l'accessibilità in Abruzzo è ancora ampiamente disattesa», lamenta Petaccia, giornalista teatina. «La nostra associazione ha più volte segnalato il fatto che, sebbene circolino diversi mezzi di trasporto collettivo appositamente adattati, non è dato di sapere né le loro linee né i loro orari, poiché non sono disponibili opuscoli con queste informazioni; non sono disponibili autobus accessibili che collegano tutti i quattro capoluoghi fra loro; non è disponibile un autobus interregionale accessibile, nemmeno per/da Roma. A queste segnalazioni, presentate sia per via istituzionale sia per via mediatica, non sono arrivate risposte ufficiali. Per questo», lamenta la presidente, «mi meraviglia quanto repentina arrivi invece la mancata proroga del beneficio di libera circolazione sui mezzi di trasporto pubblico locale per i cittadini disabili, previsto dalla legge regionale. L'associazione Diritti diretti onlus è consapevole del fatto che all'estero sia normale dover pagare un biglietto per salire su un mezzo di trasporto collettivo (bus, treno ecc.), ma allo stesso tempo crede che non si possono adottare solo pratiche "di comodo" e ignorare le buone prassi che caratterizzano gli altri paesi dove l'accessibilità è la regola. Pertanto, si oppone al pagamento del bus per i disabili, almeno fino a quando tutti i mezzi saranno accessibili».

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