L'AQUILA. Ancora i portaborse in primo piano. La nuova maggioranza di centrodestra e la nuova opposizione di centrosinistra uscite dalle elezioni del 14 e 15 dicembre scorsi, rischiano di dover rinunciare al personale politico a chiamata diretta. I cosiddetti portaborse con contratto a tempo determinato. In tutto una settantina di persone tra gruppi consiliari e staff degli assessorati, scelte all'esterno dal consigliere regionale o assessore di riferimento senza selezione. Questo a causa della clausola del blocco delle assunzioni per due anni inserita nella contestata legge di stabilizzazione di oltre mille precari.
Tra cui i contestati portaborse, una norma approvata dal Consiglio regionale come emendamento alla legge sugli scarichi fognari il 7 novembre scorso, ma impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale.
Abrogare la legge L'unico modo per scongiurare l'emergenza che priverebbe comunque la nuova maggioranza di centrodestra di collaborazioni fiduciarie, è rappresentato dall'abrogazione da parte del vecchio Consiglio regionale nella riunione del 30 dicembre, degli articoli che riguardano i portaborse.
Secondo fonti interne alla Giunta e al Consiglio regionale solo così verrebbe a cadere un vincolo che sia pure inserito in una norma impugnata e quindi bloccata, rimane sempre un obbligo di legge.
Per questo motivo nella seduta del Consiglio regionale di martedì 30 dicembre, convocata per l'approvazione dell'esercizio provvisorio, l'abrogazione delle norme sulla stabilizzazione dei portaborse sarà l'argomento chiave e quello più conflittuale.
Lettere di licenziamento E vista la posta in palio, ora si capisce il perché le istanze di abrogazione in questi giorni siano arrivate da esponenti di centrodestra e centrosinistra. Ai portaborse in scadenza sono state fatte recapitare le lettere di licenziamento valide dalla proclamazione dei nuovi consiglieri da parte della Commissione centrale elettorale della Corte d'Appello. Senza un "cenno" positivo del Consiglio, non potranno essere rimpiazzati. Rimane da vedere se nel vecchio Consiglio, nell'ambito del quale sono pochi i consiglieri rieletti e quindi esposti alla problematica, emergerà la sensibilità a trovare una soluzione.
Esercizio provvisorio In molti si augurano che venga trovata la stessa sensibilità mostrata sia pure in extremis, sull'esercizio provvisorio approvato in tutta fretta prima dalla Giunta e poi dalla Commissione Bilancio, per essere poi portato all'attenzione del Consiglio regionale nella seduta del 30 dicembre, l'ultima di questa travagliata legislatura, una seduta singolare perché gestita dal vecchio consiglio regionale, nonostante l'elezione del nuovo che però non è stato ancora proclamato.
Il licenziamento dell'esercizio provvisorio eviterà che la Regione dal primo gennaio abbia problemi nella gestione dell'ordinaria amministrazione, anche nel pagamento degli stipendi.
Con l'esercizio provvisorio, al quale ricorre l'ente che non ha approvato il Bilancio entro il 31 dicembre, si può amministrare con i dodicesimi.