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Data: 28/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Ricchi e poveri, aumenta la forbice. Fiscal drag, Cgil calcola un «furto» di 306 euro. Confcommercio: in 12 anni inflazione a +32%

Dal 2002 al 2008 il lavoro dipendente ha perduto 1.600 euro per famiglia All'imprenditore 9 mila euro in più

MILANO. Le buste paga sono ferme, i prezzi corrono e il governo non restituisce il fiscal drag. «E questo - dicono alla Cgil - non può non avere effetti sulla congiuntura. Il calo dei consumi è un fatto reale e destinato a peggiorare nel 2009 in assenza di interventi del governo». L'Ires-Cgil ha anticipato i risultati di uno studio che sarà presentato a gennaio. Risulta che le retribuzioni, in questo 2008, hanno fatto registrare aumenti attorno al 3,4%/3,5%, ma questa crescita sarà interamente bruciata dall'inflazione. Infatti la corsa dei prezzi, nonostante la frenata degli ultimi mesi, risulterà aver avuto la stessa dinamica delle buste paga. E' aumentata la forbice di reddito fra operai-impiegati e imprenditori-liberi professionisti. Secondo la Cgil, fra il 2002 e il 2008 le famiglie con a capo un dipendente hanno perso circa 1.600 euro. Nello stesso periodo è andata meglio agli imprenditori.
I nuclei che hanno avuto per capofamiglia un imprenditore hanno goduto di un aumento di reddito di oltre 9 mila euro.
Il fiscal drag. Da anni si parla del mancato recupero del fiscal drag, senza fare nulla. Ecco che cosa succede. In Italia l'imposizione fiscale aumenta con l'aumentare del reddito. Per esempio, al lavoratore che guadagna 20 mila euro l'anno sarà applicata un'aliquota fiscale più bassa rispetto al lavoratore che ne guadagna 50. E fin qui tutto bene, ovvero: chi più ha, più paghi. I problema che si pone, invece, è questo. Facciamo un esempio: un lavoratore 15 anni fa guadagnava 10 mila euro ed era tassato con un'aliquota bassa, perchè 10 mila euro era ritenuto un salario basso. Adesso quei 10 mila euro, per effetto dell'inflazione, possono essere diventati 20 mila. Si tratta ancora di un salario basso ma ecco che, da 10 a 20 mila, aumenta l'aliquota fiscale.
Di qui il discorso della Cgil che calcola in 306 euro l'importo annuo (nel 2008) del mancato recupero del fiscal drag. «Se le buste paga non crescono e il fiscal drag non viene restituito, ecco che ci sono meno soldi da spendere e quindi si assiste al calo dei consumi. Per questo - dice Agostino Megale, presidente dell'Ires e segretario confedrale - noi insistiamo perchè il governo riduca le tasse sui redditi da lavoro e le pensioni».
La corsa dei prezzi. A fine anno fa calcoli anche l'ufficio studi della Confcommercio. Eccoli: dal 1995 al 2007 l'inflazione è cresciuta del 32%. A pesare di più sull'andamento dei prezzi al consumo, soprattutto le spese per abitazione, acqua, luce e gas che hanno messo a segno un incremento del 47,4%. Al contrario si registra un crollo del comparto delle comunicazioni (-28%). L'incremento più elevato riguarda il settore delle bevande alcoliche e dei tabacchi, che hanno segnato un +67,5% (a causa di un incremento dell'imposizione fiscale). A seguire, nella lista dei rincari, le voci "alberghi e ristoranti" (+46,2%) e trasporti (+37,7%). Pesante (+32,7%) il rincaro per abbigliamento e calzature.
L'euro. La moneta unica europea è vista, soprattutto in Italia, come la causa di tanti rincari ("i prezzi sono raddoppiati", dicono in molti). In effetti, stando alle cifre ufficiali, da quando è nato l'euro (cioè nel 1999), l'inflazione media è salita del 25,9% mentre nei dieci anni precedenti, dal 1989 al 1999 il tasso di crescita era stato del 53%.
Altri dati: nel 1989 l'inflazione era al 5,5% poi salita al 6,6% nel 1990. Quest'anno, invece, l'inflazione dovrebbe fermarsi attorno al 3%.

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