LANCIANO - Tra i tanti risvolti della crisi nell'area industriale della Val di Sangro, spicca anche una rovente polemica tra la Fiom-Cgil e la Provincia di Chieti, in particolare nella persona dell'assessore alle attività produttive Giovanni Di Fonzo. Cominciano i segretari regionale e provinciale della Fiom, Nicola Di Matteo e Rocco Di Marco che si chiedono: «Come può la Provincia ignorare la situazione e continuare a parlare solo del Campus tecnologico che deve ancora venire, visto che le aziende partecipanti al progetto sono tutte in crisi».
Replica l'assessore Di Fonzo, tra i promotori del campus tecnologico: «Sono dichiarazioni gravi ed insolenti quelle dai rappresentati della Fiom. Non si può riservare spazio alla demagogia in momenti drammatici come quelli attuali. Serve innanzitutto serietà e coerenza con se stessi, perché il documento redatto alla Provincia sulla crisi occupazionale ha avuto la piena ed attiva approvazione anche della Cgil».
Adesso interviene il capogruppo provinciale del Pd, Camillo D'Angelo. «Il nostro gruppo, di cui l'assessore Giovanni Di Fonzo è componente, - dice - ha espresso la propria vicinanza e la necessaria solidarietà ai lavoratori precari della Sevel e delle altre aziende del Chietino non riconfermati, condannando l'atteggiamento scarsamente etico delle proprietà poco tese alla salvaguardia del sacrosanto diritto alla sopravvivenza di tanti, giovani e meno giovani, che avevano pianificato il loro futuro in funzione di una possibile conferma definitiva del proprio rapporto di lavoro in itinere». (M.Gian.)