Ufficialmente sarà il Partito Democratico a doversi pronunciare sulla ricandidatura di Ricci ma lo scatto in avanti del sindaco laddove ha annunciato che «se si vuole andare al voto ad aprile-giugno 2009 me lo devono dire; se ho la fiducia, oppure no, per un altro mandato quinquennale ho bisogno di saperlo subito» ha messo in subbuglio l'ambiente politico.«L'8 gennaio - annuncia il segretario del Pd Chiara Zappalorto - ci sarà l'assemblea cittadina del Partito: in quella sede si discuterà della riorganizzazione del Pd, di ciò che non va nell'Amministrazione comunale specie in virtù del risultato sconfortante ottenuto alle elezioni regionali. Ma non mi sembra che il sindaco non abbia la fiducia dei consiglieri comunali del Pd, anzi. C'è qualcosa da cambiare, ce lo siamo detti tante volte: il modo di interagire con la città, i rapporti, la comunicazione - prosegue la Zappalorto - Spesso annunciamo cose che non hanno seguito, altre volte mettiamo al mondo dei progetti che invece non sono pubblicizzati. Il ritorno alle urne è un'opzione che non voglio minimamente considerare. Ci sono tante cose messe in cantiere che vedranno la luce a fine legislatura: perché interrompere tutto questo alla luce di un risultato elettorale che può essere stato alterato da tanti fattori? Un eventuale rimpasto di Giunta va discusso sempre prima nel Partito, sappiamo che c'è qualcosa da correggere, qualcosa non va: il Pd ha 14 consiglieri, una squadra di assessori, ma prende solo il 12,5 % dei voti: qualcosa da rivedere c'è ma Ricci è comunque meritevole di fiducia ad occhi chiusi».
Per il senatore Giovanni Legnini «nessuno ha mai messo in discussione Ricci e la fiducia di cui gode e quindi il problema non si pone. D'altronde non si è votato per il Comune ma per la Regione». Per il capogruppo del Prc Riccardo Di Gregorio quella di Ricci «è una richiesta assurda». «La fiducia - dice - non si può dare subito perché non siamo più credibili come tre anni e mezzo fa. Dobbiamo portare a casa risultati importanti per decidere se appoggiarlo di nuovo o cambiare candidato».
Per il vice presidente del Consiglio comunale Umberto Di Primio che parla a nome di Pdl e Udc «dopo quasi 4 anni di inefficienza amministrativa , di poca e distruttiva attività vedi acqua, personale , traffico e trasporti e teatro, con una città abbandonata tra i rifiuti e con le strade piene di buche, di indifferenza in materia di occupazione vedi la Burgo, di mancata attività sui temi del sociale e del commercio, tutto ci si poteva aspettare meno che le inaudite dichiarazioni di Ricci che, addirittura, pretende da ora di essere ricandidato altrimenti si dice pronto a mandare la città alle urne anticipatamente».
«A nome del Centro Destra - conclude - egoisticamente, non posso che augurarmi una ricandidatura di Ricci, in quel caso sarebbe una vittoria sicura, ma da cittadino, innamorato della propria Città e voglioso di un futuro per Cheti, non posso che auspicare un rapido ritorno alle urne per dare, finalmente, alla città un governo vero, forte e capace e per liberarla da un Sindaco che non la merita visto che è pronto a barattarla in cambio della sua poltrona».