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Pescara, 21/06/2026
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Data: 31/12/2008
Testata giornalistica: Il Messaggero
"Portaborse", abrogata la legge. Colpo di scena in Consiglio regionale, D'Amico abbandona l'aula

L'AQUILA - Si è concluso con un colpo a sorpresa l'ultimo Consiglio regionale della nona legislatura. Oltre all'esercizio provvisorio, l'assemblea ha approvato con un voto unanime (l'assessore Giovanni D'Amico ha abbandonato l'aula) l'abrogazione della legge sul precariato, che cancella l'assunzione di oltre mille persone, compresi i cosiddetti "portaborse". Il provvedimento era stato adottato in piena campagna elettorale. Una circostanza che aveva suscitato un mare di polemiche ed accuse di clientelismo al centrosinistra e all'assessore al Bilancio D'Amico. L'abrogazione della legge, sollecitata dal centrodestra col capogruppo di An Alfredo Castiglione, e dall'Italia dei Valori con Augusto Di Stanislao, è stata adottata oltre che per riparare un vulnus di opportunità politica e bilancio, anche perché il provvedimento è stato impugnato dal governo davanti alla Corte Costituzionale; e anche perché nel centrosinistra si sono alla fine convinti che la patata bollente finirà presto sul tavolo della Giunta Chiodi e sui banchi dei nuovi consiglieri regionali.
Ieri, sulla proposta di abrogare la legge sul precariato, lo scontro tra la vecchia maggioranza di centrosinistra e i consiglieri del centrodestra è stato di nuovo al calor bianco, come accaduto spesso in passato, e come se le elezioni non ci fossero state. Ha cominciato appunto Castiglione. Ha chiesto di agganciare alla legge sull'esercizio provvisorio tre emendamenti, con i quali si aboliva la legge sul precariato che riguardava gli assunti con contratto a termine nelle Asl, negli enti strumentali della Regione e in altre aziende regionali, e gli addetti ai gruppi consiliari, e che promuoveva al livello superiore i dipendenti del Consiglio regionale con oltre dieci anni di servizio. «Per cogliere l'improbabile risultato d'una stabilizzazione indiscriminata -ha detto Castiglione- non soltanto si è messa la Regione in una condizione di difficoltà finanziaria ma, provocando l'impugnativa del Consiglio dei Ministri, si è impedito che chi aveva davvero i titoli vedesse coronata l'aspettativa alla stabilizzazione». Castiglione aveva pure chiesto il ripristino dei fondi per le tessere gratuite sui mezzi pubblici per i percettori di pensioni sotto gli 800 euro mensili, ma la richiesta non è passata. Con Castiglione si sono schierati Amicone, D'Orazio e Pace. Sull'altro fronte gli stessi emendamenti ha presentato Di Stanislao dell'IdVi. Lo scontro con Roselli è stato, come sempre, molto duro. Il presidente del Consiglio ha dichiarato «irricevibili» gli emendamenti perché agganciarli alla legge sull'esercizio provvisorio sarebbe stato illegittimo. Dopo un batti e ribatti in cui sono intervenuti gli assessori D'Amico e Di Matteo che hanno accusato di demagogia il centrodestra, il Consiglio ha inserito all'ordine del giorno due leggi che giacevano da tempo in commissione: quella sull'adeguamento dell'imposta regionale sul gas metano, e quella sul piano del Parco della Majella che sono state approvate; quella sul metano ha fatto da "gancio" agli emendamenti che annullano la legge sul precariato. «L'abrogazione dell'articolo 24 della legge sui precari -ha detto poi D'Amico- produce la disdetta degli accordi sindacali e un grave danno all'organizzazione degli uffici, e pregiudica la prosecuzione dei contratti in essere. Ora serve un'immediata iniziativa per recuperare un provvedimento urgente a tutela dei lavoratori e della Regione». D'Amico si era detto contrario all'abrogazione dell'articolo 24 della legge (lavoratori a tempo determinato e co.co.co), e «ampiamente favorevole» alla cancellazione degli articoli 25 e 26 della stessa legge relativi all'assunzione dei "portaborse". «Di fronte alla proposta di cancellare l'articolo 24 -ha spiegato D'Amico- ho lasciato la seduta. Il rischio, ora, è di avere un possibile contenzioso da parte dei lavoratori in danno della Regione». Soddisfatti per l'abolizione della legge sui precari Nazario Pagano e Filippo Piccone del Pdl. Bruno Evangelista, Mopa, ha parlato di «decisione ipocrita».

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