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Pescara, 21/06/2026
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Data: 31/12/2008
Testata giornalistica: Il Centro
Precari, l'aula cancella le mille assunzioni. L'assemblea uscente si rimangia la legge. Protesta D'Amico: avremo danni

L'emendamento agganciato a una norma sulle accise dei carburanti

L'AQUILA. Il 7 novembre scorso, tra polemiche e tensioni, il Consiglio regionale aveva dato il via libera alla grande infornata di mille precari della Regione e delle Asl con un emendamento nella legge "Scarichi fognari e precari", norma poi impugnata dal Governo nazionale davanti alla Corte Costituzionale. Ieri il Consiglio regionale uscente, nell'ultima seduta dell'anno e dell'ottava legislatura, ha cancellato quel provvedimento "tutti dentro", che conteneva anche l'assunzione del personale dei gruppi politici e degli staff degli assessorati, i cosiddetti portaborse.
Il Consiglio ha chiuso i battenti ancora in un clima conflittuale e questo nonostante la campagna elettorale ormai alle spalle. La patata bollente della stabilizzazione dei precari passa al nuovo Consiglio regionale che si insedierà dopo la prima metà di gennaio. L'assemblea ha licenziato senza problemi l'esercizio provvisorio, l'argomento per il quale è stata convocata in extremis. L'autorizzazione all'esercizio provvisorio che sostituisce per i primi mesi un bilancio e una finanziaria veri, dando alla Regione la possibilità di amministrare, assicura da domani almeno l'ordinaria gestione: con il pagamento degli stipendi dei dipendenti e delle indennità e buonuscite ai consiglieri non eletti e delle indennità ai nuovi. Ma a tenere banco è stato il punto sui precari, diventato una emergenza perché senza la cancellazione dell'articolo sull'assunzione dei portaborse che prevedeva il blocco delle assunzioni per due anni, la settantina di vecchi collaboratori esterni assunti dall'ormai ex maggioranza di centrodestra non avrebbero potuto essere rimpiazzati dalla nuova maggioranza di centrodestra. Un po' a sorpresa, il dietrofront è stato totale: abrogati, questa volta all'unanimità, e non con il voto confuso del 7 novembre, gli articoli 24, 25 e 26. Oltre ai portaborse, abolite le assunzioni dei circa 70 precari a tempo determinato, dei circa 300 co.co.co., su parte dei quali c'è l'inchiesta della magistratura definita parentopoli, dei circa 700 precari delle Asl abruzzesi e quelli delle aziende regionali, il cui numero non è quantificabile. La decisione, voluta fortemente dal centrodestra che si appresta a governare, ha provocato scontri sia in aula sia dopo la seduta che si è conclusa senza nessun messaggio di commiato e di augurio da parte dei consiglieri regionali, molti dei quali non riconfermati. Tra il presidente del consiglio regionale, Marino Roselli, e il capogruppo di An, Alfredo Castiglione, che ha presentato gli emendamenti insieme ad Augusto Di Stanislao dell'Idv, c'è stato un duro battibecco: per il primo gli emendamenti sui precari non potevano essere agganciati alla legge sull'esercizio provvisorio, per il secondo e per il capogruppo dell'Udc, Mario Amicone, che ha difeso appassionatamente il ruolo dei portaborse, invece sì. Dopo circa tre ore di discussione, su iniziativa di Castiglione, è spuntata fuori la solita legge "rimorchio", questa volta quella sull'"Addizionale regionale sull'accisa sul gas naturale e imposta sostitutiva per le utenze esenti dall'accisa", sulla quale sono stati presentati gli emendamenti. Contrario alla cancellazione dell'articolo 24 relativo alla stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato e dei Co.co.co., l'assessore regionale uscente al Bilancio Giovanni D'Amico che per protesta ha lasciato l'aula. «L'abrogazione produce l'automatica disdetta degli accordi sindacali, procura un grave danno all'organizzazione amministrativa e funzionale degli uffici e pregiudica la prosecuzione dei contratti in essere, tanto più se interverranno norme più restrittive del Parlamento» spiega il riconfermato consigliere del Pd in una lettera inviata al commissario del Pd Massimo Brutti. «Il documento votato su proposta del centrodestra e fortemente sostenuta dal gruppo dell'Italia dei valori», continua D'Amico, «rischia di generare un possibile contenzioso da parte dei lavoratori in danno della Regione». Soddisfatti dell'abrogazione totale il senatore del Pdl Filippo Piccone e il riconfermato consigliere regionale del Pdl Nazario Pagano. Ha puntato il dito sull'incoerenza nel voto in rapporto alla seduta del 7 novembre il consigliere Regionale Bruno Evangelista del gruppo misto.

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