TORINO. Nuovo strappo nella lunga fase di preparazione al progetto della Torino-Lione ad alta velocità ferroviaria. Il presidente dell'Osservatorio tecnico, il commissario del governo Mario Virano, ieri si è dimesso per il no dei rappresentanti della Bassa Valle di Susa (qui si concentra la maggior opposizione all'opera), all'accordo sulle specifiche progettuali. «Eravamo d'accordo che se c'era l'unanimità si andava avanti per rispettare tutte le scadenze - dice Virano - non è stato così». Virano incassa la solidarietà di molti, a cominciare dal ministro Altero Matteoli e del sottosegretario alla presidenza Gianni Letta, che proporrà di riaffidargli l'incarico nel prossimo Consiglio dei ministri. All'attacco, invece, Antonio Ferrentino, presidente della Comunità Montana bassa Valle di Susa: «Virano ha fatto una forzatura incomprensibile, ci ha proposto un documento alla cieca, prendere o lasciare, quando invece bastava che ci concedesse 4-5 giorni di tempo per leggerlo e discuterne». C'è, però, un altro motivo, il mancato incontro con il governo chiesto da tempo. «Siamo molto preoccupati - dice la presidente Bresso - perchè si rischia di gettare alle ortiche il lavoro» e «il pericolo è quello di riaprire pericolosi conflitti territoriali». Ma sia Bresso che il sindaco di Torino Sergio Chiamparino ricordano l'importanza della nuova ferrovia.