MILANO. Alitalia scalda i motori in vista del decollo mentre a Milano infuriano le polemiche. È il presidente della Provincia, Filippo Penati, ad accusare la nuova società di avere, di fatto, "abbandonato" lo scalo di Malpensa al proprio destino.
Ma sono tante le novità in arrivo, a cominciare dall'accordo fra Alitalia e Air France che sarebbe stato trovato nei giorni scorsi e che sarà annunciato attorno al 10 gennaio. Prevede l'ingresso dei francesi nel capitale di Alitalia (Cai ha assunto il vecchio nome dal 29 dicembre scorso) con il 25% delle azioni, a fronte di un investimento di 310 milioni di euro (stando a questi conti, Alitalia dovrebbe valere 1.200 milioni).
Le bocche sono cucite e sull'argomento nessuno si sbilancia, ma si è saputo che un incontro con i vertici di Lufthansa, previsto per i prossimi giorni, è stato disdetto. Allora si parte con i francesi che non hanno mai mollato la presa, a cominciare dal giorno in cui, due anni fa, l'allora ministro del centrosinistra, Padoa-Schioppa, aveva aperto l'asta per la cessione della compagnia. Si era arrivati, fra una discussione e l'altra, alla primavera 2008 con l'elezione alle porte e con Berlusconi che, nelle piazze, gridava il suo "no" ai francesi. Spinetta, presidente di Air France, si era sentito dire un bel "no" anche dai sindacati e dunque si era ritirato. Poi il Cavaliere ha vinto le elezioni e ha messo in piedi la cordata, capeggiata da Roberto Colaninno. Sei mesi dopo, Air France (uscita dalla porta) rientra dalla finestra, mettendo a disposizione di Alitalia il suo capillare network intercontinentale.
In questi giorni è stata anche definita l'operazione con Air One che è stata inglobata in Alitalia mentre il 5 gennaio ci sarà un incontro con i sindacati per firmare l'accordo conclusivo sulle assunzioni di piloti, naviganti e personale di terra. Il piano della nuova società prevede un incremento dei voli. Si intende passare dai 1800 settimanali dell'attuale Alitalia a 2.339 del prossimo inverno. Rispetto alla "vecchia" Alitalia, il piano prevede meno aerei e più voli. Adesso un aereo viene utilizzato, in media, per 2,94 voli al giorno e la previsione è di arrivare a 4,52. Si vogliono anche incrementare i voli Fiumicino-Linate (soprattutto al mattino e alla sera).
E proprio da Milano arrivano le prime bordate. «Soltanto dieci-undici mesi fa - dice il presidente della Provincia, Penati, il Ghota della finanza e dell'economia milanese si era schierato contro Prodi accusato di avallare un piano che ridimensionava Malpensa. Ora alcuni di questi hanno trovato molto più interessante entrare in Cai, anche sapendo che la nuova società abbandona Malpensa al suo triste destino».
«Il sistema produttivo lombardo - dice Penati - è fortemente penalizzato dal pesante ridimensionamento di Malpensa. Io ricordo che la Lega aveva promesso che il governo sarebbe venuto a Malpensa. Ora il governo non solo tace, ma non muove un dito per la liberalizzazione delle rotte di volo. Io faccio appello alla Lega affinché si convinca a unire le forze a difesa di Malpensa».