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Pescara, 21/06/2026
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Data: 02/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia-Air France, decolla l'alleanza. La firma dell'accordo arriva il 9 gennaio. Fiumicino scalo di riferimento. Sinergie per 200 milioni di euro

I francesi partner con il 25% ma a guidare saranno gli italiani. Lufthansa fuori gioco

ROMA - Nessun incontro con i tedeschi di Lufthansa e avanti tutta con Air France. Alitalia fa rotta con decisione su Parigi. Dribbla i tedeschi. E chiude la partita. Sarà infatti la compagnia guidata da Jean Cyril Spinetta il partner industriale. La firma - secondo quanto risulta al Messaggero - verrà messa venerdì 9 gennaio e suggellerà la nuova alleanza nei cieli. Salvo colpi di scena e nuovi assalti di Lufthansa sarà proprio questo il giorno della svolta. Con la definizione dell'ultimo tassello, certamente il più importante, nella strategia industriale di Roberto Colaninno e soci. Gli ultimi dettagli saranno messi a punto nelle prossime ore, ma sulla strada della partnership non ci sono più ostacoli. L'intesa di massima è stata raggiunta su tutto, anche sulla suddivisione dei proventi delle rotte. E Fiumicino, come previsto dal piano Fenice, sarà lo scalo di riferimento per l'Italia.
Secondo fonti bancarie, sono state proprie le rigidità dei tedeschi - ammorbidite solo negli ultimi giorni - a far pendere la bilancia a favore dei francesi. Partiti in vantaggio, grazie ai rapporti consolidati da tempo e ad una attenta attività diplomatica, i transalpini non hanno mai mollato la presa, mantenendo le distanze rispetto ai concorrenti di Francoforte. A poco sono servite le aperture, risultate dunque tardive, di Wolfgang Mayrhuber, che ha offerto sinergie per 500 milioni di euro contro le circa 200 ipotizzate dai francesi. Anche il piano per Fiumicino (più fatturato per circa 155 milioni grazie all'alleanza con Star Alliance) e quello per Malpensa non sembrano aver fatto breccia. Del resto gli uomini di Parigi stanno lavorando da mesi a stretto contatto con quelli di Cai e conoscono assai bene punti di forza e di debolezza della compagnia italiana. Quelli di Francoforte si sono invece limitati ad inviare il loro piano, articolato e molto dettagliato, aspettando segnali.
Il presidente di Alitalia Colaninno ha dunque mantenuto le promesse, rispettando il timing definito con gli azionisti. Dopo gli accordi a Palazzo Chigi, il via libera Antitrust, la fusione con Air One e l'ok sofferto con i sindacati, il 9 gennaio arriverà il partner estero e il 13 ci sarà il decollo della "nuova" Alitalia.
Come noto, Parigi avrà il 25% e verserà un assegno di circa 310 milioni di euro. Dando garanzie sul fronte della governance: a guidare saranno gli italiani. Lo scalo romano avrà un ruolo centrale, con tutti gli effetti positivi sull'indotto e per l'economia regionale.
Per monitorare lo start up il 5 gennaio riprenderà il tavolo con i sindacati. La nuova compagnia partirà con 10.150 dipendenti, plafond incrementato dai 2.500 dipendenti provenienti da Air One e che potrà essere accresciuto sulla base delle esigenze che verranno individuate con i sindacati dal 12 gennaio in poi. In particolare, il piano prevede lo sviluppo del network. Si passerà dalle attuali 1.800 frequenze settimanali di Alitalia alle 2.339 dell'operativo invernale 2009, fino alle 2.568 dell'estate 2009. Si prevedono incrementi di voli (669 al giorno contro 500), settimanali (4.678 rispetto ai 3.496 di Alitalia), destinazioni (70, una in più); meno aeromobili (148 invece di 170), ma con una media maggiore di voli al giorno per aeromobile (4,52 rispetto a 2,94). Netto incremento dei collegamenti Fiumicino-Linate soprattutto nelle fasce mattutina e serale, in forte concorrenza con l'offerta dell'Alta velocità ferroviaria. La scelta della base privilegiata a Fiumicino è ovviamente funzionale all'integrazione con il partner francese.






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