A due giorni dallo scioglimento ufficiale del consiglio comunale il Pd lancia la giornata dell'orgoglio. Una convention - "Pescara 2003-2008 per non fermare la città che cambia" - per affermare che il Pd c'è e rivendica la paternità di tutto ciò che è stato fatto a Pescara in questi anni. Il grande assente sarà il sindaco dimissionario Luciano D'Alfonso, invitato all'assemblea dai suoi colleghi di partito ma che probabilmente sceglierà come ha fatto finora, il basso profilo e quindi di rimanere tra le mura domestiche, assieme ai suoi cari.
La convention che apre i battenti oggi pomeriggio alle 16 nella sala del teatro Sant'Andrea sarà una sorta di resoconto alla città di quanto fatto in quasi sei anni di amministrazione D'Alfonso. Ci saranno tutti i rappresentanti del partito democratico e il commissario Brutti. «Il 2003 - spiega il capogruppo del Pd Moreno Di Pietrantonio - è stato l'anno del cambiamento, della svolta anche in termini di consenso cittadino ad un grande progetto di sviluppo della città. La gente, per la prima volta, ha voluto partecipare a quest'idea di cambiamento, che non può interrompersi proprio adesso: siamo convinti che si possa ricreare lo stesso spirito del 2003, e ci candidiamo a portare avanti questo processo di rinnovamento per dare completezza all'idea di Pescara come città di riferimento dell'Adriatico». Un progetto che per il Pd guarda anche al futuro, per non spegnere la città. «Tant'è - aggiunge Di Pietrantonio - che abbiamo già approvato il Piano strategico e le opere strategiche della città, nonostante le vicende recenti, non subiranno alcuno stop: penso al Ponte del mare che sarà portato a termine come previsto entro la primavera, il Ponte nuovo che alleggerirà il traffico di Portanuova, gli svincoli di Colle Caprino e via Tirino già finanziati dall'Anas e il collegamento tra via Caravaggio-via Ferrari-via dell'Emigrante. Vogliamo continuare il lavoro già avviato». E, assodato che il sindaco dimissionario resterà tale, già si pensa al dopo D'Alfonso. Se l'inchiesta non sarà chiusa prima delle elezioni, verrà irrimediabilmente sbarrata la strada ad una candidatura di D'Alfonso-ter. Ed è già corsa alla poltrona. Di Pietrantonio da anni a Palazzo di città, prima come vice presidente del Consiglio poi come assessore molto rimpianto al turismo e negli ultimi sei mesi come consigliere e capogruppo, non nasconde le sue ambizioni. Nel partito c'è chi è pronto a scommettere su Pino De Dominicis, presidente uscente della Provincia; altro potenziale concorrente è il vicesindaco Camillo D'Angelo e si vocifera anche il nome del numero uno della Fondazione Pescarabruzzo, Nicola Mattoscio. Il problema è individuare un personaggio all'altezza, possibilmente nuovo, capace - se non di trascinare le folle - almeno di assicurare una personale plusvalenza al bagaglio di voti della coalizione. Di Pietrantonio sposa la diplomazia: «Il candidato dovrà essere deciso e condiviso dalla coalizione, credo che sia per il Comune che per la Provincia si debba fare ricorso alle primarie». Sempre che poi non vengano tradite com'è successo per le regionali. Lo scontro per il Comune sarà con il capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia. Forza Italia permettendo.