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Pescara, 21/06/2026
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Data: 04/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
E D'Alfonso resta a casa. Il sindaco diserta ma la platea gli dedica un'ovazione. Il cinema Sant'Andrea strapieno gente anche nei corridoi e fuori Fusilli: «Noi modello alternativo»

L'ex senatore Felicetti: «Con lui lo stesso fermento che c'era nel dopoguerra durante la giunta Chiola»

PESCARA. C'erano l'insegnante e la pensionata. C'erano quei cittadini che avevano reclamato i loro diritti - il marciapiede, la fognatura, il lampione... - ottenendo soddisfazione. C'erano i pescaresi che dovevano esserci perché di quella sponda. Non c'era la nomenklatura nazionale del partito: da Marini a Lolli a Brutti. E non c'era neppure D'Alfonso. E' stato questo il paradosso dell'assemblea pubblica del Pd tenutasi ieri pomeriggio nella sala Sant'Andrea.
Gente nel piazzale della chiesa malgrado la pioggerellina fastidiosa e il freddo. Gente stipata nei corridoi, con gli occhi sui monitor che trasmettevano in diretta gli interventi. Gente all'interno della sala. Seduta e in piedi. Centinaia di spettatori composti. Tutti decisi a testimoniare solidarietà e fiducia nel sindaco che, secondo il pensiero dominante nel centrosinistra, è finito ingiustamente nelle maglie di una giustizia che non può, non deve sostituirsi al volere popolare. Se i dalfonsini intendevano ribadire la loro coesione, ci sono riusciti. Lo hanno fatto con toni pacati ma decisi, senza mai piangersi addosso. Nessuno è caduto nella tentazione di usare degli slogan, ma tutti hanno usato almeno una volta l'espressione «abbiamo fatto».
Gli oratori, introdotti di volta in volta dal presidente del consiglio comunale Vincenzo Dogali, sono andati a ruota libera. Non c'è stato neppure un abbozzo di contraddittorio. Chi stava sul palco aveva voglia di parlare e chi stava in platea desiderava solo ascoltare e sentirsi dire che nessuno getterà la spugna. Pochissimi i giovani. Un po' perché la politica annoia e un po' perché il pomeriggio è congestionato tra studio, sport e attività varie.
La categoria dei militanti è stata simbolicamente rappresentata da uno striscione dell'associazione Grimau: "Sindaco, rimettiamoci alla stanga!". La città che opera nel sociale, invece, ha parlato con la voce di Gianni Cordova della Laad, associazione che opera nel campo del recupero dei tossicodipendenti. «La società dei primi è un modello che sta clamorosamente fallendo», ha sottolineato. «Noi che ci occupiamo degli ultimi abbiamo sempre sentito vicino Luciano D'Alfonso. Un pescatore pescarese, Marino Frosciacchi, ha detto che quando c'è la bonaccia bisogna avere paura perché quando c'è la tempesta non ce lo possiamo permettere. Noi in questo momento non possiamo permetterci di avere paura». Chissa cosa avrebbe pensato, se avesse ascoltato quelle parole, uno dei grandi assenti dell'assemblea del Pd, Massimo Brutti, il commissario del partito in Abruzzo.

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