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Pescara, 21/06/2026
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Data: 04/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Il popolo del Pd riparte da D'Alfonso. Felicetti: «Nessuno bravo come lui, la giustizia sia rapida». Caccia al successore

Si è ritrovato ieri compatto il popolo di Luciano D'Alfonso, accorso in massa al teatro Sant'Andrea di Pescara per la convention del Pd dal titolo: "Pescara 2003-2008 per non fermare la città che cambia". E se da una parte c'erano centinaia e centinaia di fans del sindaco dimissionario - pronti a rivotarlo e a rieleggerlo domattina - ad applaudire ai lavori portati avanti nei 68 mesi di amministrazione (interventi snocciolati uno dopo l'altro da assessori vecchi e nuovi delle due giunte), dall'altra non c'è stato in sala il benché minimo imbarazzo per questa esperienza di governo conclusa con l'arresto del primo cittadino. Quell'imbarazzo che magari avranno avuto altri sostenitori del Pd che, pur credendo nell'operato di D'Alfonso, hanno disertato l'assemblea non condividendone lo spirito, il senso e anche l'opportunità.
Deluso in sala chi fino all'ultimo ha sperato che spuntasse lui, Luciano D'Alfonso, ma così non è stato: il sindaco dimissionario, non a torto in questa circostanza, ha preferito rimanere stretto ai suoi affetti famigliari, raccogliendo le forze e la serenità per chiarire la sua posizione con la giustizia.
Altro assente, per molti inaspettato, il commissario regionale del Pd Massimo Brutti, anche se c'è chi come Stefania Misticoni, spiega: «Ci aveva già preannunciato la sua assenza, ma voglio ribadire che il Pd in Abruzzo c'è eccome». E se tutto il Pd non è allineato sulle stesse posizioni, sicuramente è unito e compatto il popolo di D'Alfonso, stipato perfino nei corridoi del teatro e con gli occhi incollati sui due schermi posizionati all'esterno della sala. «D'Alfonso con il suo carisma e le sue capacità amministrative - dichiara commosso lo storico senatore pescarese Nevio Felicetti, interrotto più volte dagli applausi della folta platea - ha compiuto a Pescara lo stesso miracolo e la stessa ricostruzione di cui la città è stata protagonista nel dopoguerra. Ho fiducia nella magistratura, ma non è possibile tenere una persona ed una città intera sulla graticola per mesi o anni: occorre che la giustizia faccia il suo corso con rapidità». E se c'è chi nel Pd è già pronto ad avanzare la propria candidatura per il dopo D'Alfonso, c'è anche chi, come il vice sindaco Camillo D'Angelo, chiarisce: «Non è corretto parlare di possibili candidati e candidature ora, anche perchè il nostro sindaco è D'Alfonso, avanzare ipotesi sarebbe come spartirsi i beni con il morto ancora in casa. Siamo convinti che D'Alfonso chiarirà in tempi brevi la sua posizione con la giustizia e sarà pronto ad affrontare una nuova campagna elettorale per il suo terzo mandato». E aggiunge: «Ti siamo vicini, Luciano, torna presto con noi».
All'ottimismo di D'Angelo fa però da contraltare il toto candidato-sindaco che da giorni impazza in città e vede già circolare nomi ricorrenti come quelli di De Dominicis, Di Pietrantonio e Mattoscio (ammesso pure che siano disponibili a correre). La sfida per le amministrative, nell'ipotesi inimmaginabile che D'Alfonso ritiri le dimissioni, è aperta: la vittoria del centrodestra non è scontata in partenza ma per riscattarsi e puntare al rilancio il Pd dovrà probabilmente ritrovarsi su un candidato dal nome nuovo.






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