Il governatore si insedia e annuncia sacrifici per risanare i conti ed evitare tasse
L'AQUILA - «Cercheremo di non mettere nuove tasse, ma perché ciò sia possibile il 2009 dovrà essere un anno di lacrime e sangue, con riduzione della spesa pubblica e fondi soltanto alle imprese e al sociale, perché l'obiettivo è uscire al più presto dal tunnel». Non dà alternative Gianni Chiodi, governatore neoletto, nel giorno del suo insediamento a Palazzo Centi. «Che la situazione dei conti della Regione Abruzzo sia disastrosa -dice Chiodi- lo hanno ammesso tutti, durante la campagna elettorale. Quindi non faremo il balletto che c'è stato ogni volta che sono cambiate le amministrazioni, per dire che siamo stati lasciati in una situazione disastrosa. L'unica via che abbiamo davanti è quella di risanare, e il risanamento sarà il nostro compito principale, facendo di tutto per evitare altre tasse». Poi Chiodi ha puntato il dito su politici e dirigenti: «Sono sul ponte del Titanic che sta per affondare. Non possono più continuare a credere che le cose non possono cambiare e che resteranno così per sempre. E' questo modo di pensare che bisogna scardinare. Perciò tutti coloro che hanno queste incrostazioni culturali non sono più adeguati ai tempi». Quanto alla nuova Giunta regionale, «c'è tempo, sarà pronta il 15 gennaio».