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Data: 04/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Sangritana. «Sprechi? Facciamo utili» La Di Lorenzo risponde alle critiche dei sindacati

LANCIANO. La Sangritana spende troppo? Non č vero, dice la presidente della societą Loredana Di Lorenzo rispondendo alle critiche mosse dai sindacati Filt-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Trasporti. «Č vero invece che č diversa la situazione economico-finanziaria della societą Fas rispetto all'epoca dell'insediamento del nuovo consiglio d'amministrazione».
«Il cosiddeto lodo Toto č stato il primo grande problema da affrontare e risolvere», spiega la Di Lortenzo (16 milioni di euro da pagare a Societą Toto, ndr), ricordando che «la Sangritana spa ha impugnato il lodo presso la corte d'Appello di Roma ed č riuscita ad avere la copertura finanziaria dal ministero delle infrastrutture e dal ministero dell'Economia. Senza questi interventi, la societą avrebbe dovuto portare i libri in tribunale con conseguenze facilmente immaginabili».
La Di Lorenzo difende anche gli investiumenti nella rete ferroviaria, come nella Torino di Sangro-Castel Di Sangro, che per i sindacati č invece una linea abbandonata «con una immotivata interruzione della manutenzione». La presidente della sangritana assicura invece che «gli uffici tecnici stanno definendo un progetto preliminare per il completamento della linea Torino di Sangro-Castel di Sangro. Il consiglio d'amministrazione ha inoltre riatitvato l'accordo quadro Stato-Regione per il completamento della nuova officina a Torre della Madonna, dotandola di attrezzature moderne e sicure».
La Di Lorenzo sottolinea che i minori costi per l'utilizzo dell'auto blu, ma soprattutto il rapporto di collaborazione con la Nord Cargo iniziato nel gennaio 2007 per il trasporto dei Ducati Sevel: quattro treni setitmanali che presto diventeranno nove. «Tale attivitą», spiega la presidente «permette alla societą di incassare somme significative, pari a circa un milione e mezzo di euro all'anno, che si traducono in linfa vitale per il perseguimento degli obiettivi strategici presentati dal primo piano d'impresa Fas, approvato dalla Regione nel 2008».
Ultimo punto sottolineato in polemica con i sindacati č quello della riorganizzazione dell'azienda. «Nonostante negli ultimi due anni il numero dei dipendenti si sia ridotto di circa 40 unitą, sono state assicurate, anzi aumentate, le funzioni operative aziendali, con una riduzione dei costi fissi. Credo che questo non sia un obiettivo trascurabile», conclude la Di Lorenzo, «e questo positivo risultato si evince dai numeri del redigendo bilancio che certificherą anche per il 2008 un significativo utile».

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