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Pescara, 21/06/2026
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Data: 04/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Chiodi: niente nuove tasse ma tanti sacrifici. Ingresso dei privati nella proprietà delle aziende di trasporto. «Trovo strano che in Abruzzo ci sia una così alta percentuale di invalidi»

Il neo presidente della giunta: finito il tempo delle cicale, soldi solo a chi li merita. Il settore più colpito dai tagli sarà quello della cultura. Gli enti strumentali ridotti o accorpati

L'AQUILA. Il primo dolore da presidente della giunta regionale gli è stato causato dalla scrivania un po' troppo bassa tanto che ha rischiato di farsi male alle ginocchia. Il secondo dolore, per il nuovo presidente della giunta regionale Gianni Chiodi, è stato quando in conferenza stampa ha annunciato un 2009 di lacrime e sangue per gli abruzzesi. «E finito il tempo delle cicale» ha detto. Poco prima aveva firmato anche la legge che cancella la stabilizzazione di mille "portaborse".
Gianni Chiodi è arrivato ieri mattina a Palazzo Centi, all'Aquila, sede ufficiale della giunta regionale alle 10,30. Venerdì sera era tornato da una vacanza di 7 giorni in Egitto trascorsa insieme alla famiglia. Una rapida presa di possesso della stanza presidenziale, qualche firma sui documenti e poi conferenza stampa per illustrare le prime mosse.
SANITA' E TASSE. Il commissario alla sanità abruzzese, Gino Redigolo, in una intervista al Centro non aveva escluso l'aumento delle tasse per far fronte alla voragine dei conti della sanità. Gianni Chiodi su questo è stato prudente: «Farò di tutto per evitare di mettere le mani nelle tasche dei cittadini, ma se ci saranno sacrifici da fare li faremo, lo dobbiamo alle nuove generazioni». Insomma, ha tenuto a sottolineare il presidente, è finito il tempo delle cicale che consumano e spesso sprecano più di quello che hanno. Chiodi ha fatto chiaramente intendere che l'alternativa a nuove tasse sono i tagli alla spesa pubblica. Ma dove tagliare? Sicuramente ci saranno meno soldi per le associazioni culturali. «Premieremo le iniziative di qualità» come per dire stop a soldi a pioggia a sagre, feste paesane, giochi popolari, improbabili spettacoli musicali. Soldi che in passato sono serviti più alla campagna elettorale dei consiglieri regionali che alla crescita culturale della Regione. Il neo presidente ha escluso la chiusura dei piccoli ospedali ma ha detto che non potranno più esserci reparti doppione a qualche decina di chilometri di distanza uno dall'altro.
IL SOCIALE. Chiodi ha parlato di meritocrazia anche nel sociale. «Va sostenuto chi ha veramente bisogno. Trovo strano» ha sottolineato il presidente «che in Abruzzo ci sia una così alta percentuale di invalidi, forse in passato c'è stata un po' di manica larga». Dunque anche i viaggi gratis sui bus pubblici per gli invalidi per ora non saranno ripristinati anche se Chiodi ha lasciato uno spiraglio «valuterò attentamente la situazione e i costi, poi vedremo».
ENTI DA ACCORPARE. Altra sforbiciata alla spesa sarà possibile con la riduzione dei cosiddetti enti strumentali in particolare Ater (case popolari) a Ato (acqua). Chiodi favorirà «l'ingresso dei privati nella proprietà delle aziende di trasporto». Il tutto con l'obiettivo di far diventare gli enti strumentali «non centri di potere per politici più o meno disinvolti» ma società in grado di fornire servizi adeguati ai cittadini e di produrre reddito e quindi risorse aggiuntive.
RIFIUTI E AMBIENTE. Dopo aver confermato il suo no al Centro oli, Chiodi ha detto sì alla realizzazione dei termovalorizzatori anche se ha tenuto a precisare che «prima bisognerà arrivare ad almeno il 40 per cento della raccolta differenziata». La Regione intende anche puntare sulla produzione di energia rinnovabile e a basso costo.
ASSUNZIONI. Dopo il caso dei mille precari assunti agli sgoccioli della legislatura e poi "licenziati" con un provvedimento del consiglio regionale di fine anno, Chiodi ha assicurato che le assunzioni «avverrano, salvo casi del tutto eccezionali, attraverso concorsi pubblici».
CODICE ETICO. Le vicende giudiziarie che hanno travolto la giunta regionale Del Turco hanno riproposto la questione morale nella pubblica amministrazione e Chiodi ha annunciato che sta predisponendo il codice etico a cui naturalmente lui per primo si atterrà ma chiederà che tutti gli attori della politica regionale «facciano altrettanto, gli abruzzesi poi ci giudicheranno fra cinque anni».
DIRIGENTI. Il messaggio più esplicito Chiodi lo ha lanciato alla burocrazia regionale. Non ci sarà spazio per i perdigiorno e per chi pensa di aver ormai acquisito certezze e privilegi. Ha promesso una riforma della macchina organizzativa «che vada nella direzione di rendere la Regione più moderna e funzionale. «Valuteremo il merito e non il fatto che i dirigenti abbiamo lavorato con una amministrazione di diverso colore politico, così come la contiguità politica non assicura il premio o la deroga al merito. I dirigenti che non si sono accorti che il mondo sta cambiando e molto velocemente, non hanno un grande futuro». Chiodi ha anche fatto un esempio: «Non tutti gli enti sono inutili, alcune volte però lo sono perché mettiamo persone inutili e dirigerli».
PASSO INDIETRO. Il presidente è stato deciso anche su un altro punto. «Ho un programma da rispettare, ci sono sacrifici da fare e anche i politici dovranno farli. Se un giorno mi dovessi accorgere di essere prigioniero di vecchie logiche non esiterei un attimo a fare un passo indietro, la mia dignità di uomo vale molto di più di una poltrona anche se prestigiosa». Nei tagli ai costi della politica è prevista anche una revisione del sistema pensionistico dei consiglieri regionali.
CASO D'ALFONSO. Alla domanda se al posto di Luciano D'Alfonso (il sindaco dimissionario di Pescara arrestato a metà dicembre e dopo pochi giorni rimesso in libertà) confermerebbe o meno le dimissioni da primo cittadino Chiodi ha risposto con un secco «Sì».
L'AQUILA CAPOLUOGO. Un po' freddo Chiodi è apparso sulla possibilità di portare avanti la legge per l'Aquila capoluogo «Vedremo» ha detto «ma è ora che si guardi a un Abruzzo unito, basta campanilismi».

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