L'AQUILA. La Giunta regionale sarà pronta entro il 15 gennaio. Lo ha annunciato il presidente, Gianni Chiodi, sostenendo che «non c'è nessuna notizia e neppure indiscrezioni sul nuovo esecutivo» ed annunciando che presenterà in Consiglio un «codice etico al quale farà riferimento». Nonostante queste precisazioni però le voci sugli incarichi sono insistenti, anche perché ci sono stati accordi sottoscritti prima del voto tra le componenti della coalizione. Per esempio un posto in giunta dovrebbe spettare alla componente della Dca, la Democrazia cristiana delle autonomie (nella persona di Luca Bergamotto, che potrebbe essere uno dei due assessori esterni). La Dca però ieri si è distinta per alcune esternazioni molto polemiche verso la vittoria di Gianni Chiodi. Il leader del partito e ministro in carica Gianfranco Rotondi, parlando della inerzia del nuovo Pdl («Il governo va fortissimo ma il Pdl è ancora invisibile), ha detto: «in Abruzzo abbiamo vinto per la Procura e non per la politica». E alle puntualizzazioni del coordinatore abruzzese del pdl Filippo Piccone («Se questo significa andar male, ci auguriamo di andar male per i prossimi quarant'anni») ha rincarato la dose Franco De Luca, il capo della segreteria del ministro: «Quella di Chiodi è una vittoria di Pirro che, alle amministrative di primavera, rischia di essere ribaltata». Messaggi che non dovrebbero tranquillizzare il neo presidente.
Nel totogiunta dovrebbero entrare almeno due donne, e i nomi più certi sono quelli della marsicana Daniela Stati e della pescarese Nicoletta Verì, ma non è escluso un terzo nome.
In base agli accordi preelettorali dovrebbe entrare in giunta Gianfranco Giuliante in doppia quota An e aquilano, ma il destino del vicecoordinatore del partito di Fini, già privilegiato perché eletto nel listino, potrebbe essere diverso.