ROMA - «Aspettiamo di vedere che cosa scaturirà ufficialmente dagli accordi con Air-France. Ma se le indiscrezioni saranno confermate su Malpensa, percorriamo, dapprima, la via parlamentare, e se non bastasse, la via della piazza. Milano, tutta intera, è pronta a scendere in piazza». Le parole di Matteo Salvini, deputato della Lega e capogruppo in consiglio comunale nel capoluogo lombardo, non lasciano spazio a dubbi. Il partito di Bossi non ingoierà tanto facilmente la decisione di favorire Fiumicino, come sembra scaturire dagli accordi tra Air France e Nuova Alitalia, a discapito dell'aeroporto varesino. E Salvini conferma quanto Roberto Castelli, aveva detto ieri: «Pronti a tutto per difendere Malpensa, anche alle geometrie variabili in Parlamento sugli emendamenti. Ma soprattutto, si illude chi crede che la Lega sia disposta a barattere questa battaglia sull'altare del federalismo fiscale».
La protesta cresce in vista del decollo, previsto martedì 13 gennaio, della nuova compagnia. Giovedì 8, il presidente della Provincia di Milano, Penati, mobilita sindacati, istituzioni per celebrare il «Malpensa-day» il cui scopo è di coordinare le iniziative a favore della liberalizzazione dei diritti di volo per le rotte intercontinentali abbandonate da Alitalia. E sull'argomento delle rotte, il Carroccio, vuole riproporre in Parlamento, dice Salvini, un «emendamento» attraverso il quale si intende cedere queste linee di volo «a una quarantina di compagnie che aspettano di collegare Milano con tutte le capitali del mondo». Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha così risposto al Carroccio: la vicenda Alitalia «ci obbliga a riesaminare e ripensare l'intero sistema aeroportuale italiano attraverso il concorso ed il confronto con i gestori e le compagnie aeree che operano in Italia. In questo contesto si potranno esaminare tutte le azioni finalizzate a un'ulteriore valorizzazione di Malpensa».
Intanto, scende in campo anche l'Italia dei Valori che per martedì 6 gennaio farà una manifestazione sotto il Quirinale, perchè, denuncia il senatore Pedica, «sta venendo a galla la vera truffa».