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Pescara, 30/04/2026
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Data: 05/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Le emergenze di Chiodi: sanità, rifiuti, poltrone. L'agenda dei primi mesi: dalla riconversione degli ospedali al taglio degli enti

Molte discariche stanno esaurendo la capienza

PESCARA. Sono tre i dossier che il presidente della Regione Gianni Chiodi si troverà sul tavolo una volta formata la giunta. Tre dossier che sono altrettanti messaggi che dovrà lanciare agli abruzzesi: il primo riguarda la sanità, il secondo i rifiuti il terzo i costi della politica. E i messaggi sono questi, chiari e ineludibili: non sarà più possibile per tutti avere un ospedale sotto casa; qualcuno dovrà però abituarsi ad avere un termovalorizzatore vicino casa; e molti di quelli che campano o arrotondano il proprio stipendio con la politica dovranno trovare altre fonti di reddito.
Chiodi si troverà sul tavolo anche un quarto dossier, quello della crisi economica, ma su questo fronte, almeno per il primo anno del suo mandato, non potrà fare davvero molto, anche perché cause e rimedi vanno al di là delle responsabilità e dei poteri di un presidente di Regione.
La sanità è certamente l'emergenza più scottante, perché dal buon andamento del piano di rientro dal deficit, messo in campo dalla precedente giunta e occhiutamente monitorato dal commissario di governo Gino Redigolo, dipende il buon funzionamento del settore e soprattutto l'abbassamento delle tasse per le famiglie e le imprese con un ritorno dell'imposizione fiscale a livelli normali. Nell'intervista al Centro del 2 gennaio scorso il commissario di governo ha detto con chiarezza che la Regione è in ritardo, e che i costi invece di diminuire crescono. Per il commissario le scelte vanno fatte subite («entro i primi mesi del 2009») pena l'introduzione di ticket e tasse maggiorate. E quando Redigolo parla di scelte si riferisce soprattutto alle riconversioni delle piccole strutture ospedaliere, al taglio dei ricoveri (ancora troppo alti: al 240 per mille contro i 160 dello standard nazionale) e ai nuovi servizi sostitutivi per il territorio. Cose che negli strumenti di programmazione ci sono già, dice il commissario, ma che bisogna mettere in atto presto. Chiodi e l'assessore che nominerà dovranno dunque studiarsi attentamente le deliberazioni della vecchia maggioranza e porle in atto. Certamente non avranno tempo di elaborare un nuovo quarto piano sanitario.
La seconda emergenza è quella dei rifiuti. Il precedente governo regionale aveva approvato un piano per l'aumento della raccolta differenziata e l'avvio della costruzione di uno o più termovalorizzatori. Chiodi non potrà sottrarsi a questo impegno, perché le discariche abruzzesi nel giro di un anno saranno sature. Il tema si preannuncia già caldo: Rifondazione ha annunciato battaglia, ma è prevedibile proteste trasversali che coinvolgeranno comitati locali, come è avvento per il Centro Oli. Capitolo aperto, quest'ultimo, perché il nuovo consiglio regionale dovrà trovare presto il modo di superare l'impugnativa del governo contro la legge che blocca l'impianto.
Ultima questione il costo della politica, che comprende due aspetti: uno simbolico (gli stipendi e le pensioni dei consiglieri), l'altro funzionale (il taglio degli enti inutili, l'accorpamento dei doppioni). Per stipendi e pensioni Chiodi ha promesso che il consiglio interverrà subito per ridurli. Sulle aziende regionali è stato più cauto, anche perché è lì che si concentrerà l'attenzione dei partiti per pareggiare i conti dopo la battaglia sulle deleghe in giunta e sugli incarichi in Consiglio e nelle commissioni. In itinere ci sono già tre riforme: quella che riduce gli Ato (i gestori delle acque, oggi commissariati), quella che abolisce le Ater (le agenzie per le case popolari), e quella che dovrebbe portare alla formazione di una società unica di trasporti accorpando le tre società regionali: Arpa, Sangritana e Gtm. Quest'ultima è la questione più spinosa e tra le più urgenti, perché questo settore dovrebbe essere finalmente liberalizzato.

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