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Data: 05/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
D'Alfonso ancora indeciso, oggi è l'ultimo giorno utile per ritirare le dimissioni. Chiuso in casa a meditare il colpo di scena

La domenica pomeriggio trascorsa solo in compagnia dell'avvocato Gli amici: «E' provatissimo...»

PESCARA. Con il fiato sospeso sino all'ultimo istante. Luciano D'Alfonso lascia tutti così, e solo questa mattina farà conoscere le sue decisioni: ritiro delle dimissioni o conferma dell'atto consegnato al prefetto il 16 dicembre scorso. «Non sappiamo nulla, in questo momento le probabilità sono divise al 50%» diceva nella tarda serata di ieri il vice sindaco Camillo D'Angelo.
Lo hanno cercato tutti, ieri, il sindaco dimissionario. Ma dall'ora di pranzo è sparito. Tranne che per il suo avvocato, Giuliano Milia, assieme al quale avrebbe trascorso gran parte del pomeriggio della domenica. Poi più nulla. Non ha mai risposto né al telefono, né agli sms inviati per tutto il giorno dai suoi più fedeli collaboratori. «Questa mattina abbiamo fatto un giro in macchina», dice il consigliere comunale Enzo Del Vecchio, l'ombra di Luciano D'Alfonso, «poi l'ho accompagnato a casa e non sono più riuscito a mettermi in contatto con lui». Idem per l'assessore Roberto De Camillis: «Ho provato anch'io, non risponde. Niente da fare».
Quel che si sa è che ieri D'Alfonso è apparso molto provato. Neanche la lettura dei giornali, con il resoconto dell'ovazione tributatagli dall'assemblea del Pd, nonostante l'assenza dei big del partito, è servita a ridargli la carica. Anzi, quel mare di folla che si è presentato sabato pomeriggio al cinema Sant'Andrea per applaudire al nome di "Luciano", potrebbe avere avuto l'effetto contrario: «Sa di non potere rientrare, e tanta solidarietà venuta dalla città rende ancora più dolorosa la sua decisione». Il quotidiano La Stampa ha addirittura associato il nome di D'Alfonso a quello del sindaco della "primavera" di Palermo, Leoluca Orlando, per poter rintracciare nella storia recente dell'Italia Repubblicana un primo cittadino tanto amato. Altri interpretano diversamente la scelta di D'Alfonso: «Questo silenzio, questo improvviso chiudersi in sé stesso, è sospetto» dice ancora De Camillis, «potrebbe essere davvero il preludio a un colpo di teatro».
Anche il prudentissimo Camillo D'Angelo, ieri sera di rientro dalla Capitale, cominciava a crederci: «Domani mattina (oggi per chi legge ndr) sarà il giorno della verità. Luciano ci convocherà per farci conoscere le sue decisioni, ma al momento non c'è davvero nulla di scontato. Diciamo che le probabilità che ritiri o meno le dimissioni sono le stesse. Non è escluso che stia aspettando qualche segnale fino all'ultimo istante».
Uomo di partito, uomo di apparato sin da quando indossava i calzoni corti e bazzicava nei comizi della Dc, Luciano D'Alfonso continua a sperare che ad abbassare la "bandierina" allo start sia proprio qualcuno della segreteria nazionale del suo partito. Erano in tanti, ancora ieri, a pensarla così. Anche se ormai siamo fuori tempo massimo. Entro la mezzanotte di oggi il sindaco deve comunicare la sua decisione al segretario generale del Comune e al prefetto, altrimenti a Palazzo di città arriverà il commissario. E poi non si tratta solo di Luciano D'Alfonso. La decisione del sindaco trascinerà con sé anche la sorte di 12 assessori e 41 consiglieri comunali, più una mezza dozzina di dirigenti assunti per il mandato del sindaco. Ci sono dunque di mezzo anche un bel po' di stipendi e indennità.
Nella tarda serata di ieri, una indiscrezione parlava di un incontro in corso nell'abitazione del sindaco, in via Salita Zanni, e di decisione già presa: D'Alfonso sarebbe stato convinto a confermare le dimissioni in vista di una possibile candidatura alle prossime europee. Ma questa voce è stata smentita intorno alle 22 dai collaboratori più vicini del sindaco: «Noi non sappiamo nulla» diceva Roberto De Camillis al telefono, «mi sono appena sentito con gli altri, nessuno è ancora riuscito a parlare con Luciano».

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