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Pescara, 21/06/2026
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Data: 05/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Rotondi: «Il Pdl ha vinto grazie alle Procure» Il ministro e leader Dca: il partito è poco conosciuto, basta con le liste civiche

«Nella giunta Chiodi ci sarà anche la Dc per le autonomie»

PESCARA. Il ministro Gianfranco Rotondi, leader della Dca, Democrazia Cristiana per le Autonomie, è persona schietta e politico d'esperienza. Se dichiara dunque che il Pdl è ancora invisibile e che in Abruzzo ha vinto grazie alle Procure, è il caso di approfondire.
Ministro Rotondi, il suo giudizio sul Pdl e sulla vittoria di Chiodi è severo.
«La mia era un'annotazione che voleva essere costruttiva. Il Pdl è un prodotto votato da tanti italiani ma è poco conosciuto e questa alla lunga è una circostanza che ci danneggerà. Il mio è uno stimolo per accelerare la costruzione del partito, anche perché se andiamo ad analizzare i dati dove abbiamo vinto...».
E infatti lei ha detto che in Abruzzo le elezioni regionali le hanno vinto le procure e non la politica.
«Ma questo giudizio non riguarda assolutamente il prestigio di Gianni Chiodi. Io per esempio frequento da decenni l'Abruzzo e ho molti amici di sinistra, gente che non mi ha mai votato, la cui unica incertezza poteva essere, per esempio al tempo della scissione del Pds, se andare o meno con Rifondazione. Persone dunque nate, cresciute e maturate dentro la sinistra. Beh, molti di questi hanno votato Chiodi».
Eppure, lei dice, non è stata una vittoria piena. Anzi, un suo collaboratore Franco De Luca ha parlato di vittoria di Pirro.
«In Abruzzo la vittoria di Chiodi è molto positiva, ma il dato del Pdl è deludente e c'è un fatto che chiude ogni discussione: Chiodi ha avuto meno voti di Pace quando Pace ha perso. I numeri per il Pdl non sono saliti».
Ma c'è stato un forte astensionismo.
«Io posso capire che la sinitra non sia andata a votare, ma i voti dell'area di centrodestra sono gli stessi di prima. Naturalmente è un risultato dignitoso, ma non è in linea con il nostro obiettivo che è quello di costruire un partito che prenda su di sè la maggioranza del voto degli italiani».
In Regione entrerete nella giunta Chiodi? C'era un accordo prima del voto che se aveste eletto un consigliere avreste avuto un assessore. Ma non avete preso consiglieri.
«C'era un accordo che la nostra componete sia rappresentata e il presidente ha precisato che lo rispetterà, ma queste sono questioni sulle quali lasciamo la decisione al presidente Chiodi. Ma il vero problema non è questo, non è né Chiodi né l'Abruzzo. Il vero problema è che se non si costruisce un partito che valorizzi tutte le sue potenzialità i risultati non vengono. I candidati della Dca hanno avuto più di 10 mila voti di preferenze. Noi l'altra volta avevamo una lista che ha preso 27mila voti, quindi non voglio criticare perché altrimenti dovrei cominciare da me stesso. Forse il messaggio del Pdl non è stato molto seduttivo. E poi le liste civiche...beh io dico che per l'avvenire non si devono fare più».
Eppure il senatore Gaetano Quagliarello ha molto esaltato il risultato della lista Rialzati Abruzzo e ha detto di voler esportarne il modello nelle altre regioni.
«Mi permetto di esprimere qualche perplessità: noi abbiamo fatto il Pdl per chiudere le piccole botteghe, non per chiudere le botteghe degli altri. Se vogliamo andare avanti: furbizie zero. In altre regioni non accetteremo l'idea di liste civiche. Vogliamo uno sforzo del Pdl perché centri l'obiettivo di superare il 50%».
Anche per le provinciali varrà la stessa regola?
«Per le provinciali un conto è fare accordi con le liste civiche che già ci sono, un conto è inventarsele. Che senso ha? Dovremmo chiudere la porta all'Udc e poi inventarci partiti che frammentano come ha frammentato l'Udc? Allora teniamoci l'Udc».
E allora tenterete di nuovo di convincere l'Udc a stare con voi?
«Credo che l'Udc sia moralmente con noi in Abruzzo e in tantissime altre regioni. Il problema è di trovare un punto di incontro e costruire un processo graduale».
Ministro, che idea si è fatta delle inchieste?
«Io sono garantista e sono fiducioso che le indagini chiariscano l'estraneità di persone coinvolte, alcune delle quali da avversari ho sempre apprezzato come ingegnose e oneste».

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