ROMA Mentre al Nord monta la protesta contro l'intesa Alitalia-Air France, la Cai continua a lavorare per la chiusura dell'accordo. Nella giornata di oggi sono previsti due appuntamenti fondamentali per il destino della compagnia aerea italiana. Il primo è un incontro fra i dirigenti della società e i sindacati, durante il quale si discuterà soprattutto di questioni occupazionali: le assunzioni, i posti di lavoro (che nella fase di avviamento della nuova compagnia saranno 10.150), le prospettive di sviluppo per i prossimi anni.
Di tutt'altra natura il secondo appuntamento. Roberto Colaninno, presidente di Alitalia-Cai, vedrà Wolfgang Mayrhuber, l'amministratore delegato di Lufthansa. L'incontro può essere letto in più modi. Potrebbe essere stato fissato come un semplice atto di cortesia nei confronti della società aerea tedesca, che ormai sembra esclusa dalla partita. Ma potrebbe anche essere il segno che i giochi non sono ancora fatti, che c'è ancora uno spazio di trattativa. Infine c'è chi vede nel colloquio di oggi con Lufthansa una mossa tattica di Colaninno, un modo per tenere sulle spine i francesi e spuntare così qualcosa in più sull'altro tavolo di trattativa.
Ci sono infatti ancora molte questioni in sospeso fra Alitalia e Air France. Innanzitutto questioni economiche: il prezzo che Parigi dovrà pagare per entrare nella società italiana (finora si è parlato di circa 300 milioni per rilevare il 25% del capitale) e la quota di incassi che spetterà ai francesi sui biglietti venduti in Italia.
Salvo sorprese dell'ultimo momento, si pensa di arrivare alla firma ufficiale dell'accordo per venerdì prossimo. La nuova Alitalia dovrebbe far decollare i suoi primi aerei il 13 gennaio, anche se per il giorno inaugurale resta l'incognita dei controlli imposti dall'Enac: l'ente di controllo chiederà di fermare gli aerei per diverse ore, il tempo necessario per ispezionare tutti i mezzi.