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Pescara, 21/06/2026
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Data: 05/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
In arrivo aiuti per famiglie numerose e affitti. Emendamenti allo studio. Per chi ha figli salirà a 35 mila euro il tetto per ottenere lo sconto fiscale

ROMA - Le famiglie con figli potranno ottenere lo sconto fiscale previsto dal decreto anti-crisi fino ad una soglia di 35.000 euro, mentre scende a 9.000 e 12.000 euro l'importo massimo per le famiglie con uno o due componenti. È poi in arrivo un aiuto in favore degli inquilini a basso reddito: su di loro potrebbero essere dirottate le risorse - circa 200-250 milioni - attualmente previsti dal provvedimento che mette una soglia per i mutui variabili, risorse che visto la riduzione dei tassi di interesse rimarrebbero altrimenti inutilizzate. Per commercianti e artigiani, invece, arriva una norma che inverte l'onere della prova per gli "Studi di settore": sarà il fisco a dover provare l'evasione e non i contribuenti a dover dimostrare di essere in regola.
Sono queste le tre principali novità che potrebbero essere introdotte dalla maggioranza nel decreto anti-crisi. Mercoledì il provvedimento riprende il suo iter presso le commissioni Finanze e Bilancio della Camera, e già dal giorno dopo, con riunioni in notturna, si passerà alle votazioni sugli emendamenti. «Abbiamo identificato i punti su cui intervenire - ha dichiarato all'agenzia Ansa uno dei due relatori di maggioranza, Maurizio Bernardo - e stiamo attendendo le valutazioni dei tecnici del governo».
Già certa è la rimodulazione per il bonus familiare. La maggioranza punta ad approvare un emendamento proposto da Alessandro Pagano(Pdl) che rimodula le sei soglie di accesso al bonus già previste: «L'importo complessivo della manovra non cambia - afferma Pagano - ma spostiamo gli interventi in favore delle famiglie con figli, convinti che bisogna guardare al futuro, invece che sulle famiglie con un solo componente».
Il risultato è che per le famiglie di "single" la soglia per accedere al bonus scenderà da 15.000 a 9.000 euro e per le famiglie con due componenti da 17.000 a 12.000 euro, mentre salirà quella per chi ha un figlio (da 17.000 a 20.000 euro) per chi ha 2 figli (da 20.000 a 25.000 euro), per chi ne ha tre e oltre (da 20.000 a 35.000 euro) o per chi ha a carico un parente disabile (da 22.000 a 45.000 euro).
Ma novità sono attese anche per gli incentivi energetici che danno diritto ad uno sconto del 55%: l'ipotesi che sembra prendere corpo è quella di una spalmatura in 10 anni dello sconto (ora invece può essere detratto in 3 anni) piuttosto che quella di ridurre la percentuale dello sconto al 40-45%.
Arriverà di sicuro la modifica per gli studi di settore che ammorbidirà l'impatto di questo strumento anti-evasione. Si prevede infatti di invertire l'onere della prova: mentre ora è il contribuente fuori-parametri a dover spiegare il perchè, in futuro dovrà invece essere il fisco a dover dimostrare che il contribuente ha evaso davvero.
Qualche cambiamento arriverà anche per effetto del calo dei tassi di interesse che rende inutile la norma che fissa un 'tettò del 4% per gli interessi sui mutui variabili: le risorse saranno invece indirizzate per aiutare le famiglie a basso reddito (le stesse della social card) a pagare eventuali affitti.
Dalle famiglie alle grandi società: per evitare scalate ostili si ipotizza poi di ridurre dal 2 all'1%, per tutto il 2009, la soglia di partecipazione che fa scattare l'obbligo di comunicazione alla Consob. Sul tavolo, anche la proposta della Lega di introdurre uno «scudo anti-stranieri» per evitare l'ingresso di imprese straniere in società italiane in settori strategici: è il caso della Libia nell'Eni. Si valuta poi la riduzione dal 10 al 5% dell'imposta per la rivalutazione dei cespiti aziendali.
La ripresa dopo le festività natalizie sarà l'occasione anche per avviare il tavolo governo-parti sociali richiesto a gran voce dai sindacati. «Per gli ammortizzatori sociali ci poniamo due obiettivi - afferma Maurizio Bernardo - quello di aumentare le risorse, anche attraverso l'utilizzo di fondi europei, e quello di estendere le norme al settore dei precari. Difficile invece che nel decreto possa essere inserita una misura così importante come la settimana corta».

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