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Pescara, 21/06/2026
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Data: 05/01/2009
Testata giornalistica: L'Unit
Sicilia, tagli ai collegamenti con le isole minori: sindaci in rivolta.

«Isolani č bello. Isolati č ingiusto». Č questo lo slogan della protesta organizzata sabato dai sindaci di Ustica, Favignana, Pantelleria e Lipari contro i tagli disposti a partire dalla metą di gennaio dalla societą di trasporti marittimi Siremar (gruppo Tirrenia) nei collegamenti da e per le isole minori della Sicilia, successivi alla procedura di infrazione della Comunitą europea contro l'Italia per gli aiuti di stato alla Tirrenia e alle societą controllate, e conseguente cessazione della convenzione tra Stato e Tirrenia (scaduta il 31 dicembre). I primi cittadini delle rinomate mete turistiche siciliane hanno occupato una motonave nel porto di Palermo, la "Antonello da Messina" (della Siremar), impedendone la partenza.

La protesta, a cui hanno aderito tutti gli amministratori locali delle isole, prevede l'occupazione di altri traghetti - per la festa dell'Epifania, la motonave "Filippo Lippi" -, consigli comunali a bordo dei mezzi Siremar, duemila telegrammi (gią inviati) indirizzati al ministro delle Infrastrutture Matteoli, centinaia di sms per gli abitanti e i villeggianti delle isole. Infine, la minaccia di uno sciopero generale e di una «marcia» su Roma, dove i sindaci potrebbero incatenarsi davanti Montecitorio. Secondo il sindaco di Ustica, Aldo Messina, i tagli peggiorano una situazione gią critica, «dopo la disastrosa sospensione della linea di collegamento dell'aliscafo Napoli-Ustica-Favignana, che gią dall'estate scorsa ha ridotto notevolmente le presenze turistiche sull'isola palermitana». Mentre il sindaco di Favignana, Lucio Antinoro, ha annunciato che comincerą un digiuno «che si protrarrą fino a quando non arriveranno novitą positive».

Alla simbolica occupazione della motonave "Antonello da Messina" hanno partecipato, a fianco dei sindaci e dei consiglieri comunali, anche alcuni rappresentanti sindacali, che temono ripercussioni per il personale a causa del mancato rinnovo della convenzione tra lo Stato e la Tirrenia, scaduta il 31 dicembre. Secondo la Fit-Cisl, a rischio sono almeno 500 posti di lavoro tra i marittimi in organico nella compagnia di navigazione.«Il piano industriale della compagnia di navigazione non č stato ancora approvato - dice il segretario regionale della Fit-Cisl marittimi, Franco Lo Bocchiaro - anche se č parzialmente operativo, in particolare per gli aspetti che riguardano le linee fuori convenzione gestite dai privati. Non abbiamo nulla in contrario rispetto alla possibile privatizzazione ma il punto fondamentale resta la salvaguardia dei livelli occupazionali e dei servizi per i cittadini».

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