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Pescara, 30/04/2026
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Data: 06/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Rabbia Pdl: «L'ennesima acrobazia» L'opposizione annuncia per sabato la "giornata dell'indignazione" in Comune

PESCARA - «Non conosco la patologia di D'Alfonso e nemmeno mi interessa. È evidente che si è trovato un modo per evitare che un terzo incomodo mettesse le mani nelle carte del Comune. Anche se si andrà alle elezioni, comunque fino ad allora si manterrà in piedi quell'organigramma del Comune che è stata la disgrazia di questa città». E' durissimo l'attacco del senatore del Pdl Andrea Pastore, dopo la decisione di D'Alfonso di revocare le dimissioni, consentendo però alla Giunta di rimanere in carica sino alle elezioni di giugno. Una notizia che ha fatto fare un salto sulla sedia agli esponenti dell'opposizione, indignati di fronte a quella che hanno definito «l'ennesima acrobazia di D'Alfonso e della sua Giunta». Tant'è che subito sono passati al contrattacco annunciando per sabato mattina una manifestazione pubblica di protesta in Comune, definita «la giornata dell'indignazione». E mentre l'avvocato Giuliano Grossi ha commentato la notizia come «una dalfonsata», il neo consigliere regionale Carlo Masci ha parlato di «vera e propria farsa perché il sindaco, ritirando le dimissioni, non ha rispettato il provvedimento del Gip De Ninis».
Per il capogruppo del Pdl Luigi Albore Mascia, «sono cose che mortificano la democrazia. La nostra reazione dinanzi al ritiro delle dimissioni da parte del sindaco D'Alfonso è di stupore, meraviglia, incredulità per un atto che appare una sfida, un atto di arroganza che avrà pesanti conseguenze sulla città. Da oggi inizia una nuova battaglia: quella dell'indignazione», ha aggiunto Mascia con i consiglieri Gianni Teodoro, Guerino Testa, Marcello Antonelli, Roberto Renzetti, Massimiliano Pignoli, Alfredo Castiglione e Nicoletta Verì. L'opposizione ha anche ufficializzato che il Pdl solleciterà «il Ministero degli Interni, attraverso un'azione parlamentare, affinché vengano inviati degli ispettori a Pescara per aprire quei cassetti del castello di cartapesta dell'amministrazione D'Alfonso». Il consigliere Lorenzo Sospiri ha poi fornito una lettura politica della vicenda: «Questo escamotage normativo palesa la volontà del Pd di mantenere il controllo della città in vista delle elezioni. Per noi la consiliatura è terminata. Il nostro compito, ora, è di evitare che il centrodestra si perda in inutili chiacchiere e lavori per dare un'alternativa credibile alla città. D'ora in poi parteciperemo alle sedute del Consiglio solo per svolgere la funzione di controllo ma non per altro, e non di certo per questioni di straordinaria amministrazione. Quello che è successo è politicamente molto grave».
Pastore nel corso della conferenza stampa di ieri ha poi rivolto un appello agli assessori e ai consiglieri più indipendenti, affinché prendano le distanze dalle decisioni dell'amministrazione e del sindaco rassegnando le dimissioni dai loro incarichi. Così facendo l'obiettivo del Pdl è di raggiungere i numeri per far cadere il consiglio comunale. Intanto un'altra nube incombe sul Comune. Venerdì prossimo il Consiglio di Stato si pronuncerà sul ricorso dell'opposizione circa la richiesta di annullamento delle elezioni dell'aprile scorso e il riconteggio delle schede. Secondo l'opposizione si trattò allora di un risultato "anomalo".
«Se la sentenza sarà a noi favorevole -ha spiegato l'avvocato Grossi- e ci verranno riconosciuti i voti che a noi risultavano e che invece ufficialmente ci hanno penalizzato, il Consiglio comunale sarà automaticamente decaduto, e di conseguenza verrà nominato il commissario prefettizio fino alla data delle elezioni. Ovviamente tutto dipenderà dalla motivazione che verrà data».




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