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Pescara, 30/04/2026
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Data: 06/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Albore Mascia: subito gli ispettori del ministero. Pastore: consiglieri dimettetevi. Il Pdl insorge: sfida arrogante e avventurista. Sabato manifestazione del centrodestra nell'aula comunale

PESCARA. «Meraviglia, stupore, incredulità». Così il capogruppo del Pdl in Comune Luigi Albore Mascia descrive lo stato d'animo dell'opposizione alla notizia della revoca delle dimissioni, con allegato certificato medico, presentato ieri dal sindaco Luciano D'Alfonso. Nella saletta adiacente il consiglio comunale, ci sono tutti i consiglieri comunali del centrodestra e una rappresentanza dei consiglieri regionali. «Qui occorre un colpo di reni forte», spiega Albore Mascia ai suoi, «perché se è vero che le elezioni comunali si faranno comunque a primavera, la novità è che quella maggioranza che vede più soggetti indagati, sarà la stessa che traghetterà il Comune al voto. Si tratta di una sfida arrogante che avrà pesanti conseguenze».
Per l'avversario di D'Alfonso alle ultime comunali, il sindaco ha voluto col suo gesto «sigillare» i palazzi del potere pescarese «sempre più simili a un sarcofago». «La verità», dice Albore Mascia, «è che si vuole evitare che questo sargofago venga aperto da un commissario di governo, perché le conseguenze potrebbero essere imprevedibili. Per questo invito il ministero dell'Interno ad inviare i suoi ispettori perché questi cassetti vengano aperti. Ma sia chiaro, se il consiglio viene sciolto, lo scioglimento sarà irrevocabile, l'ho detto anche al viceprefetto che ho incontrato oggi (ieri per chi legge). Non è che il sindaco a un certo punto guarisce e si ricomincia tutto daccapo!»
Come risposta alla mossa di D'Alfonso, i consiglieri d'opposizione hanno deciso di celebrare sabato 10 gennaio, la «Giornata dell'indignazione». Alle 11, si riuniranno tutti nella sala del Consiglio comunale assieme ai cittadini simpatizzanti del centrodestra, «perché», spiega Albore Mascia «coloro che sostengono D'Alfonso sono solo una parte dei cittadini di Pescara e oggi forse meno di quelli che l'hanno votato».
Contro la decisione della giunta comunale si «mantenere integra la sua struttura di potere», il senatore Andrea Pastore lancia «un invito ai consiglieri di maggioranza e agli esponenti di Giunta non coinvolti nelle vicende giudiziarie a rassegnare le dimissioni, per consentire lo scioglimento del Consiglio e la gestione commissariale».
Pastore annuncia anche che il Pdl raccoglierà le firme per le dimissioni e che presenterà un'interpellanza parlamentare per fare chiarezza sull'inchiesta della Procura di Pescara sul concorso da dirigente amministrativo che riguarda l'ex collaboratore del sindaco, Guido Dezio, perché «nonostante siano passati 14 mesi non si è ancora arrivati a una definizione». Per Pastore la posizione del Pdl non è una deroga alla posizione garantista del partito, ma un «diritto dell'opposizione a indignarsi».
Dura la posizione anche del leader della lista civica «Rialzati Abruzzo-Pescara Futura», e neo consigliere regionale Carlo Masci, che parla di «avventurismo amministrativo». «Di fronte alla tragedia personale di D'Alfonso c'è stata umana comprensione. Poi quando la tragedia è diventata una commedia abbiamo osservato un silenzio critico. Ma adesso siamo alla farsa e abbiamo il dovere di denunciarla: qui si piega la norma ai propri fini personali. Non credo proprio che il legislatore avesse previsto un caso simile quando l'ha scritta».
Caustico il commento di Giampieto Catone, segretario regionale Dca e componente del comitato costituente del Pdl: «Da buon vecchio democristiano D'Alfonso ha trovato il modo di far continuare il suo mandato senza andare allo scontro con la Procura. Il ritiro delle dimissioni sono un gesto disperato di chi, estremamente ambizioso, si rende conto di aver perso i treni delle politiche, delle regionali e si appresta, con le indagini in corso, a non poter recitare alcun ruolo alle comunali, provinciali ed europee. Questo», spiega Catone, «lo avrebbe costretto a rimanere fermo per quattro/cinque anni, minando il suo futuro politico. Posso facilmente prevedere», conclude Giampiero Catone, «che D'Alfonso otterrà la candidatura alle europee e, forte della immunità di parlamentare europeo, magari tornerà anche a fare il sindaco».

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