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Pescara, 30/04/2026
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Data: 07/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«La legge è con D'Alfonso». «No, fatto grave». Brutti (Pd): «Ha deciso da solo». Quagliariello: «Il governo non intervenga»

«Non è negativo che a guidare la città siano le persone elette»

PESCARA. La decisione del sindaco non è stata concertata con i vertici del Pd. «Quella di Luciano D'Alfonso è stata una scelta personale compiuta in piena autonomia» afferma il commissario regionale Massimo Brutti. «Ma le regole» sottolinea, «a me pare che siano state rispettate».
Senatore Brutti, la decisione del sindaco di sospendersi inviando il certificato medico non è piaciuta neppure a esponenti del suo partito, come a Pierluigi Mantini che la critica aspramente.
«È una rispettabile opinione, ma non gli attribuirei alcun particolare rilievo politico. La sostanza è rappresentata da due fatti: il primo che D'Alfonso si tira fuori dall'amministrazione e non è più sindaco. Ciò equivale sostanzialmente a una conferma delle dimissioni, ed è tra l'altro la riprova che egli intende difendersi nel processo rispettando le regole. L'altro aspetto è che in questo modo l'ordinaria amministrazione verrà svolta fino al voto di giugno dalla giunta uscente: questo è un fatto negativo? Non credo: si tratta di una compagine che rappresenta gli elettori di Pescara, dove si è votato meno di un anno fa. E mi stupisce il fatto che esponenti politici pronti ogni giorno a esaltare federalismo e autonomia dei Comuni sostengano la necessità che Pescara venga amministrata da un funzionario del governo centrale».
È così che si rispetta di più la volontà popolare?
«Dico che non è negativo. E comunque a giugno si vota: chi ha più filo da tessere, chi ha più meriti, otterrà i consensi per governare Pescara».
Ha mai parlato con D'Alfonso dalla scarcerazione?
«Non ci siamo mai sentiti, è stato per conto suo, poi ci sono state le festività. Comunque ci sentiremo presto».
Quindi esclude che la decisione sia stata concordata con i vertici del Pd?
«È stata una scelta personale che noi rispettiamo».
Si attende il pronunciamento del Ministero. Il Comune rischia comunque di essere commissariato?
«Qui c'è una scelta compiuta dal sindaco in piena autonomia, ci sarà quella del Ministero che dirà se la procedura è stata correttamente eseguita: a me pare che la legge sia stata puntualmente osservata. Comunque noi rispetteremo la decisione del Ministero. Mi sembra invece che molti commenti politici di oggi, soprattutto di destra, siano senza fondamento».
L'Italia dei Valori parla di "epilogo farsesco" e di forzatura della legge.
«Questo lo lasciamo valutare agli organi istituzionali. L'aggettivo farsesco è inaccettabile in un dibattito politico che sia civile, soprattutto quando si svolge tra forze che hanno un impegno convergente».
Per l'Idv, avallando la scelta del sindaco, il Pd smentisce se stesso quando dice che serve maggior rigore...
«Non c'è niente da avallare. Per quanto riguarda rigore e trasparenza ben venga l'impegno dell'Idv. Soltanto, non accettiamo lezioni e sarà il Pd il protagonista dell'azione di rinnovamento: se non ci sono doppi pensieri da parte dei nostri interlocutori, credo che potremo trovare un accordo».
Esiste lo spazio per recuperare politicamente D'Alfonso, come coordinatore regionale o alle Europee?
«Non è questo il tema oggi: per adesso in primo piano c'è il gesto che ha compiuto. Da parte nostra non possiamo che riaffermare l'esigenza che l'accertamento giudiziario si svolga in tempi ragionevolmente brevi».

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