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Data: 08/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«Sangritana, sprechi e inefficienze». Sindacati: linee abbandonate e auto blu con due autisti

PESCARA. Sprechi e linee in abbandono. Sono queste, per i sindacati, le caratteristiche gestionali della Ferrovia adriatica sangritana, presieduta da Loredana Di Lorenzo. Senza andare troppo per il sottile i rappresentanti sindacali aprono l'anno con un documento che ha il sapore dell'attacco frontale e elencano tutta una serie di cose che non vanno nella società per azioni. Tra le spese contestate che gravano sulle casse aziendali c'è in primo luogo l'auto blu con due autisti personali che il presidente ha chiesto al posto dei rimborsi. E sempre sulle casse della Ferrovia Adriatica Sangritana spa graverebbero anche le somme che il consiglio di amministrazione ha deciso di elargire ad alcuni quadri «senza alcuna trattativa sindacale».
Si parla di cifre comprese tra i 1.500 e i 2.500 euro al mese a cui si aggiungono altre spese che i sindacati non vedono di buon occhio e cioè le indennità di diverse centinaia di euro a seduta che verrebbero elargite ai componenti delle commissioni istituite di recente o in corso di istituzione.
«Compensi ingiustificati» Da bocciare anche la diversità di retribuzione tra alcuni lavoratori che hanno la stessa qualifica funzionale. Le segreterie provinciali di Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Trasporti attaccano duramente il Cda dell'azienda anche per i problemi e le disfunzioni che si registrano sul territorio.
Parlano, infatti, di un'attività limitata, che «viene esercitata solo su 9 chilometri, tra San Vito e Lanciano, mentre la rete è di ben 150 chilometri, tra San Vito, Castel Di Sangro e Ortona Crocetta».
«Impianti abbandonati» Le critiche riguardano pure la manutenzione che è «inesistente sia sulla sede, sia sugli impianti che sulla ferrovia» e questo sta determinando «gravi danni».
Le sigle sindacali ritengono poi che i contributi dello Stato non siano stati impegnati e chiedono di sapere cosa ne sarà dei treni a trazione elettrica in occasione dei Giochi del Mediterraneo del 2009.
C'è il timore, infatti, che la rimozione dei pali e della linea di trazione elettrica, «inspiegabilmente decisa dal Cda», possa creare dei problemi.
E, ancora, dicono i sindacati, la tratta Ortona/Crocetta «giace in uno stato di totale abbandono, invasa da rovi e cespugli», mentre l'interruzione dei lavori sulla Bomba/Quadri appare «dannosa perché ha compromesso la continuità di esercizio sulla tratta a monte di Archi verso Castel di Sangro».
Insomma, facendo un bilancio sommario si può dire che «l'infrastruttura ferroviaria sta decadendo, l'azienda vive nel caos e dimostra di non avere la capacità di migliorare i servizi resi alla collettività». Un attacco su tutta la linea soprattutto per le mancate relazioni sindacali.
«Gestione da bocciare» Ce n'è abbastanza per arrivare ad una bocciatura totale della gestione attuale, tant'è che i sindacati parlano di «totale inadeguatezza della politica industriale adottata dal consiglio di amministrazione in carica».
L'ultima stoccata viene riservata agli «esperti consulenti» dei quali si avvale la società e dei quali non si conosce né il contributo in termini operativi né il prezzo.
Nonostante tutto potrebbe anche accadere che il bilancio «presenti formalmente un utile»: i rappresentanti dei lavoratori non ne sarebbero affatto stupiti ma sin da ora chiedono che «in questa fase delicata non vengano elargite regalie a certo personale».
Nel frattempo Fit Cisl, Uil Trasporti, Faisa Cisal e Ugl Trasporti hanno già inviato tutte le loro critiche al Cda, al collegio dei sindaci revisori e anche al presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e al prefetto di Chieti.

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