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Pescara, 30/04/2026
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Data: 08/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Brutti: io avrei dato le dimissioni. Il commissario del Pd a «Porta a Porta» per il caso Pescara

L'inviata di Vespa a Palazzo di città

PESCARA. «Se io mi fossi trovato nelle sue condizioni, avrei dato le dimissioni e le avrei confermate. Tuttavia, questa scelta, che per D'Alfonso stata sofferta, io la rispetto». Con queste parole Massimo Brutti, commissario del Pd in Abruzzo, risponde a «Porta a porta» a una sollecitazione del capogruppo del Popolo delle libertà al Senato Maurizio Gasparri su cosa avrebbe fatto al posto del sindaco di Pescara, che ha ritirato le proprie dimissioni, presentando al contempo un certificato medico che attesta il suo impedimento permanente. Il caso Pescara, assieme allo scandalo che ha travolto la giunta di Napoli, finisce in seconda serata su RaiUno, nella trasmissione condotta da Bruno Vespa che indaga su affari e politica. In studio, assieme a Brutti e a Gasparri, Italo Bocchino, parlamentare del Pdl indagato dai magistrati partenopei assieme a Renzo Lusetti, del Pd, il sottosegretario Enrico Castelli, ex ministro della Giustizia, il direttore del Riformista Antonio Polito, il parlamentare dell'Udc Rocco Buttiglione. «L'iniziativa di D'Alfonso» chiarisce Brutti «serve a fare in modo che l'ordinaria amministrazione sia gestita da una giunta eletta democraticamente, invece che da un commissario, in attesa delle elezioni. La sostanza è che D'Alfonso non più sindaco di Pescara. Il suo impedimento è tale che si andrà comunque a votare. Noi, comunque» aggiunge il commissario del Pd «aspettiamo la decisione del ministero dell'Interno e la rispetteremo. Quella di D'Alfonso è stata una scelta personale».
«C'è un problema generale, però» sottolinea, «i partiti sono molto deboli, ci sono doveri che riguardano i politici. Hai amico di famiglia un imprenditore? Quando diventi sindaco, o parlamentare di influenza, gli dici: "Io sono tuo amico, ma prendiamo un po' di distanza". Il politico non è come gli altri, ha più doveri, c'è una esigenza di rigore che va riaffermata, per questo servono partiti forti».
È un reportage di Vittoriana Abate a fare il punto sulla vicenda di Pescara: ai microfoni dell'inviata di «Porta a Porta» il sindaco reggente Camillo D'Angelo, il capogruppo del Pd in consiglio Moreno Di Pietrantonio e il segretario cittadino del Pd Gianluca Fusilli.
«Sarà l'amministrazione legittimanente eletta a portare la città al voto, e questo è un vantaggio rispetto al commisariamento» dice Di Pietrantonio. «Anche la legge considera il commissariamento l'extrema ratio» dice Fusilli che, rispondendo a una domanda dell'inviata di RaiUno, sostiene: «Non credo che la scelta di D'Alfonso incida sulla stima dei cittadini nei suoi confronti: io credo che la stima derivi dai fatti amministrativi incontastabili che questa amministrazione portato avanti in 68 mesi». «Tra imprenditori e politica ci sono rapporti malsani: il problema sono gli appalti» sottolinea tra l'altro Buttiglione. «Ma la maggior parte di queste inchieste» afferma Castelli, «finisce nel nulla».

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