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Pescara, 30/04/2026
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Data: 08/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Di Pietro: «L'Idv vuole la città alle urne». Ieri summit a Roma: Ciccarelli e Pasquali lasceranno il consiglio comunale

«D'Alfonso ha fatto una furbata voluta dal partito»

PESCARA. Alle urne! Antonio Di Pietro non ha dubbi su quale dovrà essere l'esito del caso Pescara e su quella che sarà la posizione dell'Idv di cui è l'incontrastato leader. Raggiunto al telefono cellulare, l'ex magistrato usa parole chiare e molto dure su Luciano D'Alfonso, il sindaco inquisito che, dopo aver ritirato le dimissioni, si è messo in malattia. «La sua è stata una furbata da biasimare a tutto tondo. Noi dell'Idv la critichiamo senza mezze misure».
Di Pietro, ha dovuto faticare per convincere gli esponenti abruzzesi dell'Idv, Gina Ciccarelli e Filippo Pasquali, a uscire dalla giunta comunale di Pescara?
«Faticare? Neppure per sogno. Sarebbe esagerato anche parlare di decisione corale: la nostra è stata una naturale presa d'atto di un pensiero comune e fortissimo all'interno del partito. La riunione tenutasi (ieri, ndr) nell'ufficio di presidenza, qui a Roma, con Carlo Costantini e Alfonso Mascitelli, si è rivelata superflua: era già tutto nelle nostre menti. Una perfetta sintonia che invita all'ottimismo per il futuro. Se vogliamo dirla tutta, sarebbe stato utile incontrarsi se avessimo avuto opinioni contrastanti. Invece, la sintonia è stata totale e immediata. E di questo non posso che dirmi soddisfatto. Abbiamo fatto una chiacchierata tra amici».
A Pescara, 15 consiglieri del Pdl hanno depositato le firme da un notaio, ma per far cadere la giunta serviranno anche le adesioni di Rifondazione comunista e di Italia dei valori: come vi regolerete?
«Noi vogliamo che i cittadini tornino alle urne per decidere, attraverso il voto democratico, chi dovrà governare la città di Pescara, che esce molto danneggiata nell'immagine da questi avvenimenti. L'eco è stato e sarà notevole. Quindi, non ci tireremo indietro se il nostro voto dovesse servire per ridare il boccino alla gente. Non sosterremo la giunta di D'Alfonso e D'Angelo».
Cosa succederà se uno dell'Idv locale cambierà opinione e comportamento all'ultimo momento?
«Non sarà più dell'Idv, questo è chiarissimo. Ma non c'è nulla che mi faccia pensare a un epilogo del genere».
Secondo lei, perché D'Alfonso ha agito in quel modo?
«Non è stata una sua scelta personale, ha semplicemente fatto quello che gli ha chiesto di fare il Pd. Gli interessi del partito sono stati considerati superiori a quelli della collettività: si tratta di una cosa gravissima. L'Idv ritiene che la democrazia sia veramente tale solo se si mette il cittadino nella condizione di poter decidere chi dovrà governare. Invece, a Pescara il Pd ha deciso che i cittadini devono aspettare. Li ha scippati di un diritto sacrosanto. Non mi sembra che la situazione possa essere accettata. Qualcuno vuole curare i suoi interessi a discapito di quelli della collettività. L'Idv, senza neppure doverci riflettere, ha scelto di essere dalla parte della gente. Bisogna tornare alle urne. Punto e basta».
Dal punto di vista strettamente politico, la mossa di D'Alfonso può essere accettata?
«Per come la vedo io, assolutamente no. E' una furbata. E, poi, quella storia della malattia... Ha fatto il giro d'Italia suscitando reazioni molto negative. Insomma, un sindaco non può comportarsi in quella maniera e pensare di farla franca. La gente ne terrà conto, su questo non ho il minimo dubbio».
Qualcuno potrebbe pensare che l'Idv stia elaborando una nuova strategia di alleanze, perlomeno in Abruzzo.
«Non è nelle nostre intenzioni cambiare casacca nè fare un'opposizione fine a se stessa. Riteniamo che la situazione in cui si trova Pescara possa essere risolta solo con l'immediato ritorno alle urne. I cittadini hanno diritto di stabilire chi dovrà governare. Per le altre vicende relative a D'Alfonso, la giustizia farà il suo corso e non è il caso che ci dilunghiamo più di tanto nel discorso».

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