MILANO. Il governo e la Cai scelgono Air France come alleato di Alitalia ma Bossi tuona: «E' una stupidaggine». Ieri è stato un giorno caldissimo per la nuova compagnia che, ha annunciato, debutterà il 13 gennio con un volo Roma-Londra alle 6 del mattino. Berlusconi ha incontrato Roberto Colaninno, neopresidente di Alitalia e lo stesso Colaninno, usciendo dall'incontro dice: «Ho spiegato le ragioni della preferenza di un'alleanza con Air France e dal governo non vi sono state controindicazioni». Ma come? Il governo non ha detto niente? E la Lega? E l'incontro con Bossi che chiede a gran voce l'accordo con i tedeschi di Lufthansa? E' lo stesso Bossi a prendere la parola: «Il discorso è ancora aperto».
«E' una stupidaggine fare l'accordo con i francesi che chiudono Malpensa e portano i turisti a Parigi».
Berlusconi incassa ma subito dopo annuncia: «Lufthansa non si è mai fatta presente, ne' fisicamente, ne' con un'offerta. E con Bossi la situazione è chiara».
Pochi minuti e arriva la controreplica del leader leghista:«Non possiamo mica chiudere Malpensa per fare un favore alla Cai. Il governo ha in mano gli slot, li può lasciare a Malpensa. Non c'è Lutfthansa? Ci sono le rotte».
Come dire che, se le rotte verranno lasciate libere, Malpensa avrà possibilità di svilupparsi, di trovare altre compagnie straniere pronte a far atterrare e decollare i loro aerei all'aeroporto varesino.
Oggi è previsto il faccia a faccia fra Berlusconi e Bossi, che ieri è saltato perchè il Senatùr non è riuscito a partire in mattinata (causa neve) per Roma. All'incontro ci saranno anche i vertici di Cai e il sindaco di Milano, Letizia Moratti. Per questo Bossi, giusto per scaldare un po' l'ambiente, chiude dicendo: «La partita è ancora aperta. Bisogna sempre smantellare le balle che raccontano gli altri».
E questo, dopo aver detto in mattinata che «Berlusconi l'e' un pu' incasa' (è un po' incazzato) ma il problema di Malpensa resta...».
Insomma, Berlusconi e Bossi sembrano lontani. Il primo ha fatto da garante all'operazione Cai e Cai ha stretto un'alleanza con Air France. Ora i francesi puntano sullo sviluppo di Fiumicino più che di Malpensa. Dunque, nei piani della futura compagnia, l'aeroporto lombardo esce molto ridimensionato, con solo tre destinazioni internazionali. Bossi, che in zona ha il suo bacino elettorale, non vuole certo perdere la faccia. «Va bene andare a Napoli - ha detto ieri - come ha fatto più volte il governo, però bisogna andare anche a Malpensa». Alla fine il leader leghista si è però detto fiducioso, convinto che una soluzione si troverà.
Invece il PD suona l'allarme. «Mi auguro che si arrivi a liberalizzare i voli», dice il presidente della Provincia di Milano, Penati, che ieri ha partecipato a un incontro con 200 lavoratori del settore Cargo, a rischio chiusura.
Per questo, oggi alle 9 in aeroporto si terrà il Malpensa-day. Ci saranno i presidenti delle Province di Milano, Verbania, Varese e Novara, oltre ai sindacati e ai parlamentari lombardi del Pd. «Risolvere la questione del trasporto aereo in Lombardia è di vitale importanza per l'intero sistema produttivo italiano», scrive il PD.
«Intanto - aggiunge il capogruppo Soru - il governo ha sprecato 4 miliardi per tornare al punto di partenza, come nel gioco dell'oca».
Ma è caldo anche il fronte sindacale. Se Alitalia annuncia il primo volo per Londra, i sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti parlano di "criticità enormi". «Si assiste - scrivono in una lettera a Berlusconi, Letta, ai ministri Maroni e Scajola e al cda della nuova Alitalia - ad un innalzamento delle tensioni tra i lavoratori». E ancora: «C'è un clima generale che rende impossibile prevedeve un normale avvio delle operazioni».
Il 13 genanio potrebbe essere «caratterizzato da rilevanti ingiustificabili disservizi fino a sfociare in reali problemi di ordine pubblico». Infine la quasi promessa di uno sciopero: «In un quadro di tale gravità la mobilitazione dei lavoratori potrebbe risultare inevitabile».