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Data: 09/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
«La Sangritana è risanata» Di Lorenzo: i sindacati pensano solo agli iscritti

LANCIANO. Continua la polemica tra sindaci e presidenza della Sangritana. Ora l'attacco parte dalla presidente della società Loredana Di Lorenzo: «E' storia che nell'Azienda, periodicamente, ci siano attacchi di riposizionamento politico-aziendale», commenta. «Ma è inconcepibile», aggiunge, «che durante gli incontri sindacali, ci sia solo una lotta impari per la tutela ognuno dei propri iscritti, dimenticando il ruolo fondamentale delle organizzazioni sindacali.
La Di Lorenzo difende l'operato dei dirigenti dell'azienda di trasporti per risanare il bilancio («Se il "Lodo Toto" è un argomento utilizzato dalla Presidente per confondere le idee ai non addetti ai lavori, si chieda agli avvocati incaricati dalla difesa Fas quanto grave è la problematica); attacca sulla necessità degli investimenti («Se la realizzazione del nuovo lotto funzionale Torino di Sangro-Archi è utile, chiedetelo agli esperti che hanno lavorato al Prit, fra qualche anno, comunque, ve lo assicureranno i lavoratori della Val di Sangro che in migliaia al giorno raggiungeranno i loro posti di lavoro con modalità confortevoli e in tempi certi»); si difende contro l'accusa di voler smantellare la rete («Chi ritiene che in poco più di due anni il nuovo Consiglio di Amministrazione potesse rimettere in esercizio i 150 km di ferrovia, sospesa da decenni, è sicuramente non addetto ai lavori; bacchette magiche non sono in dotazione»).
Sui costi del personale la Di Lorenzo assicura che «questo Consiglio di Amministrazione non ha elargito nuovi compensi ad personam a quadri aziendali. Erano già stati determinati dalla precedente amministrazione. Le commissioni nominate per l'espletamento dei concorsi percepiscono compensi previsti dalla legge».
Infine sulle assunzioni la presidente rileva che «prima del nuovo Consiglio di Amministrazione non si facevano concorsi; si assumevano direttamente oltre cento lavoratori, in violazione di legge, e tra gli assunti, guarda caso, ci sono figli, nipoti e nuore dei precedenti amministratori e sindacalisti. E il sindacato allora che ha fatto? Sicuramente ha collaborato».

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