Nei tratti non elettrificati i mezzi marceranno come diesel. Adesso si attende il via libera dell'amministrazione di Pescara
MONTESILVANO. Il giorno dopo la prima pietra della filovia sulla strada parco, al Comune viene servita la beffa: il filobus «moderno, ecologico ed ecosostenibile», non sarà alimentato a metano, ma a gasolio, anche se il motore sarà di categoria Euro 5. La decisione è stata presa dalla Gtm che ha scartato il mezzo a metano. La conferma è arrivata ieri dal sindaco Pasquale Cordoma.
Il primo cittadino, messo di fronte al fatto compiuto, ha storto il muso: «Io sono per il mezzo a metano», ha tagliato corto. La filovia, quindi, presentata come l'arma per battere l'inquinamento, viaggerà, nei tratti non elettrificati del percorso, come un autobus di linea grazie al motore ibrido: è un autogol per i sostenitori del progetto già finiti sotto il fuoco incrociato degli oppositori, scesi in strada per gridare il loro al no all'appalto da 35 milioni di euro.
«Il motore a gasolio di categoria Euro 5 sarà in grado di abbattere le emissioni nell'atmosfera come un mezzo a metano» sostiene comunque il presidente della Gtm Donato Renzetti.
Il dibattito sulla filovia alimentata a metano o a gasolio riporta al 17 giugno 2006,il giorno dell'aggiudicazione dell'appalto al colosso inglese Balfour Beatty: sul sito Internet istituzionale www.gtmpe.it si può ancora leggere la nota secondo la quale «il sistema di alimentazione bimodale (il mezzo sarà dotato anche di un motore che potrà essere a metano o diesel) permette in modo rapido e veloce di far spostare il mezzo anche in zone dove non esiste la rete elettrica».
Il sito della Gtm, inoltre, elenca le qualità del progetto «Phileas», chiamato come il protagonista del romanzo di Jules Verne «Il giro del mondo in 80 giorni perché «fa della velocità e della puntualità, oltre che della grande tecnologia e innovazione il suo punto di forza e cercherà di risolvere i problemi legati al traffico, all'inquinamento e alle barriere architettoniche nonché a collegare più velocemente Pescara e Montesilvano».
Il motore a gasolio, se non piace al sindaco Cordoma perché ritenuto inquinante, non pregiudicherà la marcia della filovia a Montesilvano: largo al filobus, quindi.
Almeno a Montesilvano: perché il consiglio comunale di Pescara, a differenza di Montesilvano dove il voto della giunta è stato sufficiente a cedere alla Gtm l'ex tracciato ferroviario, ha richiesto di visionare il progetto esecutivo prima di decidere e dire l'ultima parola sull'opera.
Toccherà all'amministrazione targata Camillo D'Angelo, orfana del sindaco Luciano D'Alfonso, decidere? Non è chiaro ma è questa, secondo il fronte del no alla filovia, la «forzatura» orchestrata da Cordoma e Renzetti per aprire il cantiere. Infatti, dopo la mossa a sorpresa di Montesilvano, la decisione di Pescara appare scontata: «Ora chi si azzarderà a fermare l'appalto si esporrà al rischio di penali milionarie», è stato il messaggio chiaro di Cordoma e Renzetti. Intanto, conto alla rovescia per la manifestazione di protesta contro la filovia organizzata da Mario Sorgentone, presidente dell'associazione Strada parco, per il 17 gennaio.