In ballo la direzione dell'Agenzia sanitaria Chiuso il bando
L'AQUILA. Cambia il colore politico della Regione, ma non sono destinati a cambiare i manager delle sei Asl abruzzesi: la maggioranza di centrodestra probabilmente sarà costretta a tenere i direttori generali nominati dall'ex maggioranza di centrosinistra. Eccezion fatta per il direttore generale della Asl di Pescara, Antonio Balestrino, che, pur avendo il contratto in scadenza nel 2011, ha rassegnato le dimissioni per motivi personali ed in assenza di ripensamenti, decadrà l'8 febbraio.
Alla Asl di Pescara ci potrebbe essere dunque l'unica nomina di marca Pdl per gestire il settore del bilancio regionale più indebitato, peraltro commissariato da un paio di mesi, con professionisti scelti dalla parte politica avversa. Gli altri cinque direttori generali hanno accordi ufficiali e contratti firmati fino alla fine naturale della legislatura, cioè la primavera del 2010, e con loro le figure apicali, come i direttori amministrativi e sanitari. Per questo, non possono essere rimossi dall'incarico con il ricorso allo spoil system che, da fonti interne alla Regione, si sottolinea non possa essere attuato con disinvoltura, essendo i manager tutelati dai contratti nazionali.
La sola possibilità che il Pdl ha di licenziare i manager del centrosinistra senza incorrere in controversie e pagamenti delle penali previste nei contratti è il mancato raggiungimento degli obiettivi dell'equilibrio di bilancio in relazione al piano di rientro del deficit concordato con il Governo nazionale. La violazione delle prescrizioni ha tra l'altro già causato il commissariamento del settore con l'alto dirigente nominato dal Governo, Gino Redigolo.
In presenza di valutazioni negative salterebbero tutti i manager. E in tal senso, il momento della verità sottolineano fonti interne alla Regione ci sarà nel mese di aprile quando saranno pronti i bilanci delle sei Asl.
I manager attualmente in sella sono: Robero Marzetti alla Asl dell'Aquila, Mario Maresca (Chieti), Mario Molinari (Teramo), Giancarlo Moroni (Avezzano-Sulmona-Castel di Sangro) e Michele Caporossi (Lanciano-Vasto).
E' molto probabile che il presidente, Gianni Chiodi, e il futuro assessore alla Sanità non imbocchino la strada della linea dura (come invece aveva fatto Ottaviano Del Turco alla cui iniziativa si deve anche la legge regionale sullo spoil system) anche perché un cambiamento di management in corsa potrebbe rallentare l'azione di risanamento in atto essendo necessario del tempo prima che i nuovi direttori generali prendano confidenza con la macchina. Potrà essere di nomina Pdl, invece, il nuovo direttore generale dell'agenzia sanitaria regionale, al cui timone dopo le dimissioni di Francesco Di Stanislao, coinvolto nello scandalo di Sanitopoli, è stato nominato il commissario, Giuliano Lalli, ex prefetto di Pescara. Lalli rimarrà in carica fino alla nomina, da parte della nuova Giunta, del nuovo direttore generale. A tale proposito, è stato pubblicato un bando, aperto per due mesi, e scaduto il 10 dicembre. La Giunta dovrà scegliere tra le domande presentate, sempre che gli interessati abbiano i requisiti; altrimenti, i termini potranno essere riaperti.