E Pastore protesta perché nella chiama c'è ancora D'Alfonso
PESCARA. Stasera il consiglio comunale deciderà se Pescara deve andare o no alle elezioni anticipate. E' questa la portata e l'importanza del voto che si svolgerà in aula sulla delibera, con cui l'assemblea prenderà atto del certificato medico, presentato da D'Alfonso per dimostrare di non essere in grado di svolgere il suo mandato per problemi di salute. A richiedere un pronunciamento è stato il prefetto, Paolo Orrei, con una lettera riservata inviata al presidente dell'assemblea e al segretario generale.
Intanto ieri pomeriggio si è riunito il consiglio. Ma la seduta, prima convocata per le 17 e poi per le 19, è durata solo un quarto d'ora ed è stata rinviata alle 19 di oggi, così come era stato concordato in mattinata dalla conferenza dei capigruppo. Il voto sulla delibera ci sarà, quindi, stasera. Ieri, però, il clima si è subito surriscaldato. In pochi minuti si è assistito a una protesta del senatore e consigliere del Pdl, Andrea Pastore e alla consegna, da parte del centrodestra, di una diffida alla giunta a svolgere solo l'ordinaria amministrazione fino allo scioglimento del consiglio e alle elezioni anticipate. Ma partiamo dalla richiesta del prefetto.
VOTO SUL CERTIFICATO. «...Si invita la signoria vostra a voler sottoporre all'esame e valutazione del predetto consesso la dichiarazione di impedimento permanente del sindaco». E' il passaggio saliente della lettera del prefetto. Si trattia della richiesta al consiglio di esprimersi sul certificato medico che Luciano D'Alfonso ha presentato insieme alla revoca delle sue dimissioni, ufficializzate il 16 dicembre scorso, il giorno dopo il suo arresto ai domiciliari. Con quell'atto è stato evitato il commissariamento e la guida dell'amministrazione è passata automaticamente al vice sindaco, Camillo D'Angelo. Orrei vuole un pronunciamento chiaro dell'aula. In questo modo, potrà richiedere al ministero dell'Interno di avviare la procedura per lo scioglimento del consiglio e le elezioni anticipate, in programma per il 6-7 giugno prossimi.
A detta del prefetto, se l'assemblea civica dovesse votare contro la delibera, giunta e consiglio rimarrebbero in carica fino al termine naturale della consiliatura e si eviterebbe il ritorno alle urne. Un'ipotesi, per la verità, assai improbabile, in quanto sia la maggioranza che l'opposizione sembrano intenzionate ad andare al più presto al voto anticipato, per superare l'impasse creatasi con la decisione del sindaco di non esercitare più la sua carica a causa di un impedimento permanente.
Il capogruppo del Pdl, Luigi Albore Mascia, ha fatto sapere che il voto di stasera non è affatto scontato, da parte del centrodestra. «Chiederemo al presidente del consiglio di svolgere una seduta a porte chiuse per leggere la prognosi di D'Alfonso» ha spiegato «dopodiché, valuteremo come esprimerci». Il centrosinistra rischia di trovarsi da solo a decidere sulle elezioni anticipate. Ma ieri sera, in ambienti del Pd si dava per certo il voto favorevole alla delibera.
SCONTRO IN AULA. Ieri pomeriggio, si è avuto un anticipo di quello che potrà accadere stasera in consiglio comunale. In appena un quarto d'ora di riunione si è assistito a liti e polemiche tra i due opposti schieramenti. Era presente anche il consigliere del Pd, Giancarlo Perfetto, il medico che ha firmato il certificato di D'Alfonso. La riunione è cominciata con una pesante contestazione di Pastore, perché durante l'appello dei consiglieri è stato chiamato anche Luciano D'Alfonso, ovviamente assente. «D'Alfonso è decaduto dalla carica di sindaco e consigliere e non va chiamato», ha rilevato il senatore del Pdl. La protesta è poi rientrata quando il consigliere del Pd, Enzo Del Vecchio, ha dato ragione a Pastore.
DIFFIDATA LA GIUNTA. Ma l'opposizione è stata protagonista di un altro episodio, che dà l'idea dell'aria che si respira in questi giorni in Comune. Durante la seduta, Pastore ha fatto consegnare al vice sindaco e agli assessori presenti una diffida per evitare che vengano compiuti atti al di fuori dell'ordinaria amministrazione fino allo scioglimento del consiglio. Secondo il parlamentare del Pdl, l'amministrazione non deve svolgere in questo periodo nessuna attività che possa avere risvolti di carattere patrimoniale. Ma proprio ieri D'Angelo ha fatto sapere che oggi la giunta approverà il progetto preliminare per dare il via alla prima fase della riqualificazione delle aree di risulta.
RINVIATA LA DELIBERA. Ieri sera, la seduta si è conclusa con il rinvio a stasera dell'esame e del voto sulla delibera. Ma la decisione di rimandare tutto, richiesta dai consiglieri di centrodestra, è stata presa in mattinata dai capigruppo. Albore Mascia ha spiegato così l'iniziativa dell'opposizione, al termine della riunione. «La convocazione della seduta straordinaria del consiglio per questo pomeriggio (ieri, ndr)» ha affermato «ha rappresentato l'ennesimo pasticcio di un'amministrazione grossolana e allo sbando. Molti consiglieri comunali non sono stati avvisati nemmeno dello slittamento di due ore dell'assemblea e, soprattutto, la delibera, che sarà sottoposta all'approvazione del consiglio, non era disponibile almeno 24 ore prima dello svolgimento della seduta, come previsto dalla legge. Gli stessi pareri di legittimità sono arrivati solo stamattina, anch'essi in ritardo». «La convocazione del consiglio» ha concluso il capogruppo del Pdl «è assolutamente illegittima e dunque il presidente del consiglio, Vincenzo Dogali, sarà costretto ad aprire e rinviare subito a domani (oggi) la seduta per i gravi vizi che hanno inficiato la procedura». La replica è arrivata dal consigliere del Pd, Stefano Casciano. «Le convocazioni e la delibera sono arrivate in tempo» ha osservato «la seduta di oggi (ieri), quindi, è valida». Sta di fatto che la riunione è stata poi aggiornata ad oggi.
IL CASO IDV. Il voto di stasera sarà anche un test per verificare i numeri del centrosinistra, dopo la decisione dell'Italia dei valori di abbandonare la maggioranza. Il leader del partito, Antonio Di Pietro, in un'intervista pubblicata ieri sul Centro, ha preannunciato le dimissioni dei suoi due consiglieri comunali, Gina Ciccarelli e Filippo Pasquali. Ma, ieri, quest'ultimo ha precisato che nessuna decisione è stata ancora presa in tal senso. «Nessuno ci ha chiesto finora di dimetterci dal consiglio», ha rivelato. Ma il centrodestra conta anche sull'adesione dell'Italia dei valori all'iniziativa, avviata mercoledì scorso davanti a un notaio, per richiedere lo scioglimento del consiglio con le dimissioni di 21 consiglieri.