Iscriviti OnLine
 

Pescara, 30/04/2026
Visitatore n. 753.563



Data: 09/01/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Metro, ora si fa il conto del risarcimento. Resta il dubbio se fare un nuovo appalto per andare avanti o smantellare tutto. Cialente: dobbiamo valutare

Contratto annullato con la Cgrt: andranno pagati i lavori fatti

L'AQUILA. Gli atti sono partiti ieri alla volta di Bruxelles. L'annullamento del contratto con la Cgrt - così come sancito dalla sentenza della Corte di Giustizia Europea - è ormai cosa fatta. Ed è scattata anche la verifica sui lavori eseguiti per poter chiudere la partita economica con la Cgrt. Il tutto senza sapere ancora se la metropolitana potrà essere completata o se, invece, sarà necessario rinunciare all'opera.
«La prima cosa da fare - dopo la sentenza pronunciata dalla Corte di Giustizia Europea, che nel 2005 aveva avviato la procedura di infrazione relativamente al ricorso all'istituto del project financing - era quella dell'annullamento della convenzione. Ieri» ha spiegato il sindaco Massimo Cialente «abbiamo anche avviato la verifica, dando incarico sia alla direzione dei lavori che alla commissione di collaudo, sulle opere effettivamente eseguite dal consorzio guidato dall'imprenditore Eliseo Iannini. Solo così potremo accertare l'entità delle somme eventualmente spettanti alla Cgrt per i lavori fin qui fatti. Il tutto tenendo in conto che il Ministero ha già versato 13 milioni di euro di quel 60% di sua competenza (la parte restante era a carico del concessionario) per lo stato di avanzamento dei lavori. Ora, quindi, si vedrà se davvero la Cgrt dovrà avere dal Comune quei tanti milioni di euro di cui si continua a parlare, o se invece il nostro debito si rivelerà più contenuto».
Ma, intanto, per evitare "sorprese" la giunta chiederà al consiglio l'accantonamento di 400 mila euro l'anno (per la durata di un decennio) da destinare alla chiusura della partita con la Cgrt.
Un'opera, quella della metropolitana, che ha comunque ingoiato un mare di soldi pubblici e sul cui futuro non c'è alcuna certezza. Cialente continua a ripetere che l'unico percorso possibile resta quello, «bocciato» dal Consiglio di Stato, che va da via Roma a viale Duca degli Abruzzi, fino alla Fontana Luminosa. «A mio avviso ci sono ancora le condizioni per poter andare avanti con quel nuovo percorso» ha detto il sindaco «in quanto il Consiglio di Stato ha "suggerito" il ritorno a quella conferenza dei servizi, mai chiusa, che ha provocato questo disastro. C'è poi il fatto che lo stop arrivato dal Comitato di settore del ministero dei Beni ambientali è relativo alle sollecitazioni provocate dal passaggio della tramvia. Sollecitazioni tali, per ampiezza d'onda, da mettere a repentaglio gli edifici su quel tratto di via Roma che va dalla chiesa di San Paolo alla locanda Equizi. Non faccio polemiche sulla rigidità di questo vincolo, ma sarà uno studio dell'Università a stabilire se davvero tali sollecitazioni sono superiori a quelle provocate dal transito di altri mezzi pubblici e privati». Percorsi alternativi per Cialente non ce ne sono, in quanto troppo costosi e ingestibili. «Un tracciato diverso è improponibile, tanto più che avremmo almeno 5mila utenti giornalieri in meno in entrata e in uscita» ha aggiunto Cialente. «Se il progetto non potrà essere quello a cui abbiamo lavorato, allora saremo costretti a lasciar perdere ogni cosa. E sarebbe un peccato visto che insieme ad altre città, quali Latina, stiamo verificando la possibilità di chiedere al governo il riconoscimento del chilometraggio effettuato dalla metro. Io non ho perso la speranza. Questa è un'opera nata in modo a dir poco pasticciato e irresponsabile. Ma non dovrà essere la città a pagare i danni di questo disastro».

www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it