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Pescara, 30/04/2026
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Data: 10/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Alitalia, da Air France disco verde all'accordo. Tremonti: «E' fondamentale che Malpensa tenga». In Cai Riva diventa il primo socio

ROMA - Air France sale a bordo di Alitalia per decollare martedì prossimo e scopre che nella prima fila degli azionisti italiani, la Fire spa del gruppo Riva ha fatto un passo in avanti rilevando una parte delle quote di Roberto Colaninno. Ieri mattina il consiglio di Air France ha dato mandato al presidente Jean Cyril Spinetta e all'a.d. Pierre Henri Gourgeon di perfezionare l'acquisizione del 25% di Alitalia investendo 322 milioni. L'operazione è subordinata al via libera del consiglio della nostra compagnia convocato per le ore 13 di lunedì prossimo alla Magliana, per l'occasione trasformata in un bunker: per motivi precauzionali dovrebbe essere prevista una rigorosa sorveglianza. Il board dovrebbe protrarsi circa quattro ore perchè per le 17,30 si sta organizzando l'annuncio in pompa magna. Alle 22 poi Rocco Sabelli e Augusto Fantozzi presso l'Enac dovranno firmare l'ultimo atto per il passaggio dei beni e contratti a Cai. Subordinatamente all'ispezione che gli uomini dell'ente sul controllo aereo compiranno sugli aeromobili al termine della quale acquisirà efficacia il Coa (Certificato di operatore aereo). Ormai i giochi sono fatti e la mediazione di Silvio Berlusconi e la disponibilità di Colaninno e Sabelli di rafforzare i voli intercontinentali da Malpensa dovrebbero aver ragione delle proteste della Lega e del fronte lombardo favorevoli a Lufthansa. Due sere fa la compagnia tedesca avrebbe ribadito per iscritto il suo interesse per Alitalia in una lettera inviata a Colaninno: ma la missiva non contiene un'offerta da mettere in concorrenza con quella francese. «E' fondamentale che tenga Malpensa», ha dichiarato ieri il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, «io penso che possa tenere: il traffico mondiale è in continuo aumento e Malpensa sta nell'asse del grande commercio e degli scambi mondiali. E' un problema di gestione». Ancora ieri i legali di Alitalia e Air France si sarebbero scambiati i testi del contratto da firmare. Tecnicamente l'ingresso di Parigi, dopo l'ok del cda della Magliana, potrà avvenire dopo l'adeguamento dello statuto di Alitalia e una nuova delibera che ampli la ricapitalizzazione. L'ultima assemblea, infatti, ha deciso un aumento di capitale fino a 1,1 miliardi, dei quali i 21 soci italiani si sono impegnati fino a 847 milioni. Ne restano scoperti, quindi 253, ma siccome l'investimento francese si aggira su 322 milioni, sarà necessaria una nuova delibera per allargare lo spazio. Per queste ragioni, il board che ha all'ordine del giorno anche i compensi del presidente, del vice, dell'a.d. e dei consiglieri, dovrà convocare un'assemblea ordinaria e straordinaria. Si vorrebbe tenerla in tempi stretti, ma per le modifiche statutarie potrebbero essere necessari 20 giorni. Per far posto ad Air France che avrà azioni di tipo B e gli italiani di tipo A - distinzione oggi non prevista - e riservare spazio ad altri soci italiani, il cda dovrebbe essere elevato da 15 a 19 posti, così come l'esecutivo da 7 a 9. I francesi dovrebbero indicare tre posti in cda e due in esecutivo. E disporre di una prelazione per acquisire dopo cinque anni eventuali quote in vendita degli italiani. Ma nel board dovrebbe entrare anche Achille D'Avanzo, leader del gruppo Solido Holding, uno degli ultimi soci entrati col 4,4% a regime. Negli ultimi giorni, poi, Colaninno e Riva avrebbero raggiunto un accordo per cui l'imprenditore siderurgico , comprando una parte delle quote Immsi, dovrebbe avere a regime il 10,6% e Colaninno scendere al quinto posto con il 7%. Riva, quindi, diventerà il primo azionista italiano, secondo dietro i francesi il cui ingresso comporterà una diluizione complessiva direttamente proporzionale alle quote detenute. I soci maggiori, quindi scenderanno proporzionalmente di più rispetto agli altri. Riva, diventando il primo azionista potrebbe chiedere un posto in più. Alitalia pronta a partire con a bordo Air France e un network che poggia su Fiumicino ma nel giro di due anni dovrebbe aumentare il peso di Malpensa verso l'Oriente: ma a condizione che Linate, dopo aver cedute le rotte internazionali allo scalo varesino, faccia la navetta con Roma.







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