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Pescara, 30/04/2026
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11/01/2009
Il Centro
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Pescara, il Pd pensa alle alleanze. Brutti incontra i consiglieri «Sereni sul voto di giugno» |
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PESCARA. «Attendiamo serenamente le decisioni del ministero dell'Interno che deve verificare sulla legittimità delle procedure». Questo il commento del commissario regionale del Pd Massimo Brutti dopo l'infuocata seduta del consiglio comunale di Pescara, venerdì sera, a conclusione della quale l'assemblea ha preso atto dell'impedimento del sindaco Luciano D'Alfonso a svolgere le sue funzioni, affidando quindi il governo della città al vice sindaco e alla giunta in carica. «Non capisco proprio cos'ha l'opposizione da agitarsi tanto», ironizza Brutti. Anche l'Italia dei valori non è tranquilla. «Ho letto nei giorni scorsi proprio sul Centro un'intimazione di Di Pietro che dice: L'Italia dei Valori vuole la città alle urne. Ma è superfluo dirlo. È evidente che si andrà al voto anticipato a giugno. Ora si tratta solo di sapere se l'ordinaria amministrazione debba essere svolta dalla giunta uscente o dal commissario di governo. E che sia la giunta uscente non è un fatto negativo: si tratta di una compagine rappresentativa della volontà degli elettori. Se il ministero dovesse decidere diversamente rispetteremo la decisione. Ma riaffermiamo che si va a votare a giugno». Sarà una campagna elettorale difficile. «Però vorrei richiamare l'attenzione di tutti sul fatto che negli ultimi 68 mesi il volto della città è cambiato. Se i cittadini paragonano le cose fatte con quelle fatte dalla giunta Pace potranno vedere la differenza e giudicare. Riaffermiamo il valore di questa esperienza, l'opposizione si confronti con questi fatti». In queste ore sta incontrando molti dirigenti locali del Pd. «Sto incontrando tutti gli esponenti di partito e i consiglieri del gruppo comunale di Pescara. Noto che c'è l'accordo e l'impegno a lavorare serenamente per la città». Avete parlato anche di candidature? «Dobbiamo prima verificare le condizioni dello schieramento e se sia possibile fare un programma chiaro su scelte condivise. Se si costruisce un'alleanza bisogna fare in modo che tutti i soggetti abbiano un rispetto reciproco. Poi dobbiamo porre al centro un'idea di sviluppo di questa terra. Ci aspettano due anni non facili e occorre molto rigore e molta serietà da parte di chi svolge un ruolo politico». Si sta occupando anche della nomina del capogruppo in Regione? «Sì, ho incontrato tutti i consiglieri regionali. La nomina deve essere fatta presto. Più avanti si affronterà il problema delle cariche istituzionali che spettano all'opposizione». Che risponde al suo collega di partito Pierluigi Mantini che critica il Pd per aver fatto "passare" il certificato di D'Alfonso? «Non siamo nella Russia del 1917 e nessuno di noi è Lenin. Il partito non dà ordini: la scelta di D'Alfonso è personale».
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