ORTONA. Puntare sullo sviluppo delle energie alternative e sulla possibilità di utilizzare il distretto Eni di Sant'Elena come sede della fondazione Eni Enrico Mattei. La Cgil, che ha preso parte, come le altre sigle sindacali, alla prima riunione dell'osservatorio sul lavoro convocato in municipio venerdì mattina, lancia la sua ricetta, simile a quella proposta dagli altri partecipanti, per aprire un confronto con l'ente idrocarburi e non perdere altri posti di lavoro.
«Crediamo che la costituzione dell'osservatorio sia positiva se riuscirà a portare contributi concreti al problema occupazionale di Ortona oramai consolidato e per cui non è stato fatto nulla fino ad ora», dice Enea De Archangelis della Cgil, «ricordo i casi dell'Agip che diversi anni fa ha ridimensionato al sua presenza sul territorio e della Veta con oltre cento posti di lavoro persi fino ad arrivare agli ultimi casi come quelli della Tecno compounds che ha riconvertito di lavoratori e della Noi e Loro con la cassa integrazione straordinaria. Nulla è stato fatto dalla politica per evitare queste situazioni o per recuperare successivamente i posti di lavoro persi. Adesso ci vogliono impegno e fantasia per affrontare il problema. Per questo, più che delle dichiarazioni d'intenti, ci aspettiamo risultati concreti. Come si ricorderà ho già espresso un giudizio negativo su come è stata condotta la vicenda del Centro oli dell'Eni».
Secondo De Archangelis si è solo fatto a gara, in realtà, a schierarsi tra i favorevoli e i contrari senza una vera analisi sia a livello ambientale che occupazionale.
«E' stata persa un'occasione anche per un confronto vero e proprio e per aprire una trattativa con l'Eni sugli interventi e le garanzie ambientali», sottolinea, «ci sono state solo dichiarazioni di principio senza valutare di cosa ha bisogno questo territorio. Adesso è importante capire come l'osservatorio, a cui dovrebbe prendere parte anche la Regione, vuole procedere nei confronti dell'ente idrocarburi che è vero che ha dato posti di lavoro ma è anche vero che da questo territorio ha preso tanto. Mantenere un basso profilo non è opportuno. Per esempio si potrebbe aprire il discorso sulle energie alternative e sulla possibilità di ospitare il centro di ricerche dell'Eni intitolato ad Enrico Mattei». (s.f.)