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Pescara, 30/04/2026
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Data: 11/01/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
"L'indignazione" apre la corsa elettorale. L'iniziativa pubblica si rivela un'assemblea del Pdl: con processo a sindaco e giunta

Il giorno dopo la rissa in Consiglio. Antonelli: «Denuncerò il vigile che ci ha strappato lo striscione»

«Pinocchio dice che la cocaina fa bene, in Israele c'è la pace e D'Alfonso è malato». Comincia con un cartellone di scherno la giornata dell'indignazione organizzata dal Pdl in Comune. Ma mettendo bene a fuoco, quella annunciata come una spontanea partecipazione di cittadini indignati assume poco a poco le sembianze di un processo politico a sindaco e giunta. A parteciparvi sono tutti gli esponenti dell'opposizione, i neo-consiglieri regionali, i parlamentari, i consiglieri comunali, provinciali e circoscrizionali. Con loro ci sono i sostenitori-elettori del Pdl, chiamati a raccolta per celebrare la giornata dello sdegno dopo il consiglio di venerdì finito in rissa. Ed è tutto uno stringere di mani e schioccare di baci tra politici e supporters, medici ospedalieri e commercianti da sempre schierati contro D'Alfonso.
«Alle ultime elezioni - esordisce il senatore Fabrizio Di Stefano - molti abruzzesi hanno disertato le urne. La classe dirigente abruzzese deve capire che certi atteggiamenti allontanano i cittadini dalla politica, come quello che è accaduto in consiglio comunale venerdì. Il Pd non ha capito che si può vincere come si può perdere, ma ciò che non si deve mai perdere è il rispetto della democrazia. Noi non facciamo soprusi ma non li tolleriamo da chicchessia. E anche in sede parlamentare faremo i nostri passi perché quello che è accaduto in aula non si ripeta mai più». La platea applaude, Marcello Antonelli annuncia che denuncerà il vigile che ha strappato lo striscione e il clima si surriscalda eccessivamente. È poi durissimo il commento del senatore Andrea Pastore: «D'Alfonso è stato il grande corruttore della politica pescarese perché ha creato clientele che hanno infettato il tessuto collettivo della città (il che è ancora tutto da provare, ndr). Speriamo che i pescaresi liberati dai fumi dalfonsiani, prendano coscienza che l'amministrazione deve essere trasparente, pulita e corretta, caratteristiche che non contrastano con un sistema efficiente. Quello che è accaduto in questi giorni - prosegue Pastore - ha dell'incredibile: siamo passati dal dramma giudiziario alla farsa sanitaria. D'Alfonso continua a mettere sotto i piedi il rispetto delle regole». Poi prende la parola Luigi Albore Mascia e per lui sono prove elettorali generali da candidato sindaco. «Proviamo sdegno - dice - per quelle regole che il centrosinistra continua a calpestare da sei anni, nonostante le nostre denunce. Pensiamo al caso delle aree di risulta, ai rinvii a giudizio per i concorsi-beffa, alle consulenze inutili, fino all'arresto dell'ex braccio destro del sindaco Dezio e dello stesso D'Alfonso. Noi proponiamo un altro modo di governare cominciando dalla costituzione di un collegio di garanti, espressione degli ordini professionali e presieduto da un alto magistrato che controlli l'attività di sindaco e giunta». Poi l'onorevole Raffaele Delfino battezza Mascia sindaco e dice ai suoi «di evitare il balletto delle candidature». Ma Gianni Teodoro nel suo intervento parlerà di «velocità nell'individuare il candidato sindaco», rimettendo la palla al centro e procurando un brividino ad Albore Mascia. Concludono gli interventi Sospiri, seguito da Antonelli che annuncia che il 31 dicembre sono stati assunti su chiamata diretta due muratori di Lettomanoppello; infine Masci, Pagano e la Verì. Aspettando il voto di giugno. Colpi di scena esclusi.

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